Sette parole dalla croce – II parola dalla croce: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso.” (Lc 23, 43) (+video)

Data:   2011-09-21
Autore:   Vescovi della CUOGC

 

Sette parole dalla croce (La riflessione)


II parola dalla croce:

“In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso.” (Lc 23, 43)

  

                                                

1. Riflessione sulla Parola di Dio

Lc 23, 43: “Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!” Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perchè riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male.” E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso.”.

 

“Gesù…”  il ladrone osserva il volto torturato di Gesù: vede le ferite sul naso e sulla guancia destra, causate dalla canna, le ferite sulle palpebre e sulle ciglia, l’edema sullo zigomo, emorragia dal naso, ecchimosi e ferite sulla pelle, il volto si è coperto dal sangue che esce dai vasi traforati da spine. Sanguinano le ferite delle mani e dei piedi. Il ladrone sente gli scherni e le bestemmie dei soldati. Sente l’altro ladrone che è appeso alla croce. Sente anche le bestemmie dell’orgogliosa gerarchia. Lui però, cosciente del proprio peccato e guardando negli occhi di Gesù, credette in Lui e con fede si rivolse a Lui dicendo: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. In questo modo il ladrone pubblicamente professò davanti a tutti che Gesù è veramente il Figlio di Dio. Solo Lui che ci perdona i peccati e rende partecipi del Regno di Dio. Questa fu una professione solenne e pubblica davanti ai nemici di Gesù che Lo schernivano.

 

Gesù gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”. Gesù ha preso su di Sè i suoi peccati e lo salvò. Gesù in ogni epoca prende i peccati di coloro che si riconoscono peccatori e con fede invocano il suo nome: Gesù. In aramaico Jehoshua significa Dio salva. Cosi Lo chiamavano Sua Madre, apostoli e altri.

 

Sul Golgota furono tre croci. Sulla croce centrale stava morendo l’unico giusto – Gesù. Il resto dell’umanità morirà o come il ladrone non pentito – senza Gesù, o come il ladrone pentito. Io devo morire al peccato: non solo nell’ora della mia morte fisica, ma già da oggi. Come? – Riconoscendolo, condannandolo e credendo nella forza dell’Agnello che toglie i peccati del mondo.

Tutti siamo peccatori, ma per noi è decisivo, se faremo cio che ha fatto il ladrone. Lui ha accolto Gesù e ha creduto in Lui.

 

2. Recitazione della Parola di Dio (1-5 minuti):

Guardo il volto ferito di Gesù. Tutti ripetiamo: “Per i miei peccati sono condannato a morte. Gesù, ricordati di me” (cfr. Rm. 6, 23; Lc. 23, 42).

 

3. Preghiera con la Parola di Dio (1-5 minuti):

tutti ripetiamo “Gesù” e uno aggiunge: “In verità … sarai con me nel paradiso (Lc. 23,43).

 

4. Preghiera del cuore (1-5 minuti):

tutti invochiamo “J-e-ho-shu-aaa”. In questo momento comprendo, rivivo: “Gesù, Tu mi hai perdonato tutti i miei peccati”.

 


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