
Commento ai Romani 8, 35-36
Data: 2013-10-23Autore: PCB
Commento ai Romani 8, 35-36
Romani 8, 35: “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia,
la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?”
Chi è Dio? Che cos’è l’amore di Dio? Noi lo possiamo comprendere anche con la ragione. Dio è il Creatore di tutto ciò che è visibile ed invisibile. Lui ha creato anche me. Egli mi conosce, mi ha dato lo Spirito della vita e per mezzo dei miei genitori terreni anche questa vita terrena. Vuole darmi anche la felicità più grande che dura per tutta l’eternità. Lui ha dato per me Suo Figlio Unigenito alla morte vergognosa. Questo amore divino io devo accogliere. Esso è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. C’è anche amore terreno, umano, maggiore manifestazione del quale si trova nell’amore della madre verso il propri figli. L’amore di Dio è eterno. “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, Io invece non ti dimenticherò mai” (Is. 49, 15). Dio si ricorda di te. Egli ti ama più che tu ami te stesso. Quando finirà l’amore di Dio verso di te? Tra un anno? Tra vent’anni? Tra cinquant’anni? Mai! L’amore di Dio verso di te è eterno. Ancora prima della creazione dell’universo Dio ha pensato di te e già allora ti amò. Il Suo amore non finirà mai. Purtroppo, per quelli che rifiutano Dio, esso diventa un tormento eterno.
L’apostolo Paolo chiede: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? E subito aggiunge: ... la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? La risposta troviamo nei versetti 38-39 del capitolo 8 della Lettera ai Romani: “...né morte né vita, né angeli né principati..., né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”. Lo stesso apostolo ha sperimentato persecuzioni e tribolazioni perché annunciava Cristo e il Suo Vangelo. E in fine a Roma a causa di Cristo gli hanno tagliato la testa con la spada. Lui ebbe quel esperienza con l’amore di Dio. Quella esperienza ebbero anche altri apostoli e centinaia di migliaia di martiri che per amore verso Cristo ed anche per amore puro verso loro stessi sopportarono le sofferenze ed hanno offerto le loro vite. Sono per noi l’esempio e la testimonianza dell’amore di Dio che è in Gesù Cristo e che è contemporaneamente in tutti quelli che hanno accolto sinceramente Gesù come proprio Signore e Salvatore.
Romani 8, 36: “Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte per tutto il giorno,
siamo trattati come pecore da macello”.
Il mondo e i demoni odiano Cristo e coloro i quali Lo hanno accolto e sono fedeli a Lui. Questo esprime il versetto 36: per causa tua siamo messi a morte per tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Quando ci perseguitano per Cristo, l’amore di Dio ci dà la vittoria. Già qui, in mezzo all’impotenza e tribolazioni, noi siamo vincitori se rimaniamo nell’unione con Cristo. Nell’ora della morte noi passeremo dalla prova breve e temporanea all’eternità – eternità nella gloria e felicità che non si possono esprimere con le parole o paragonare con qualsiasi felicità temporanea.





