
Ezechiele 36-37 – parola profetica
Data: 2013-10-23Autore: PCB
Ezechiele 36-37 – parola profetica
La parola profetica, indicata a Ezechiele nel esilio babilonese, è attuale oggi per Ucraina: “Santificherò il mio Nome grande, profanato fra le nazioni...” (Ez. 36, 23). “...Io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo,... e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme... voi sarete il mio popolo e Io sarò il vostro Dio... Vi ricorderete della vostra cattiva condotta e delle vostre azioni che non erano buone e proverete disgusto di voi stessi per le vostre iniquità e i vostri abomini... Le nazioni che saranno rimaste attorno a voi sapranno che Io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e coltivato di nuovo la terra che era un deserto. Io, il Signore, l’ho detto e lo farò” (Ez. 36, 25-36).
Poco dopo Dio fece vedere al profeta Ezechiele una visione: una pianura che era piena di ossa inaridite. Dio fa la domanda al profeta: “Potranno queste ossa vivere” (Ez. 37, 3). Il profeta sa che secondo le leggi di natura non possono più vivere. Ma egli sa anche che a Dio niente è impossibile, che Dio è onnipotente, e perciò risponde: “Signore Dio, Tu lo sai”. Dio gli dà il compito: “Profetizza su queste ossa e annuncia loro: “Ossa inaridite, udite la parola del Signore!””. Profetizzare significa parlare con l’autorità del Dio altissimo. Il profeta capisce che si lascia influenzare dalla ragione e dai sentimenti. Tuttavia, dopo aver fatto il primo passo di fede, riconosce: “Io profetizzai come mi era stato ordinato” (Ez. 37, 7). Quindi, autentica profezia è collegata con l’obbedienza di fede. Il profeta niente ha tolto e niente ha aggiunto. Egli parla con forza dell’autorità di Dio con le parole: “Ko amar Adonai Jahvè Elohim” (Così dice il Signore Dio a queste ossa). Queste ossa simboleggiano la Chiesa veterotestamentaria – Israele che ha perso lo Spirito di Dio. I credenti vivono ma in realtà sono cadaveri spirituali. Questa è l’immagine di Ucraina contemporanea. La Parola di Dio dice: “Ecco, Io (il Signore) faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete”. Cioè Colui che dà la vita è Dio onnipotente. Come la dà? Introducendo il Suo Spirito in uomini che sono morti spiritualmente. Poi questi uomini sono capaci di rendersi conto dei loro peccati e di pentirsi. Dopo vale il versetto 36, 31b di Ezechiele.
Qual è la reazione alla parola profetica? “Mentre profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa”. Questo significa la contrarietà nei confronti di falsa pace di un cristiano morto. Anche se le condizioni per la vita si sono create attraverso parola profetica, tuttavia in esse ancora non è entrato lo Spirito. Perciò Dio di nuovo appella il profeta che profetizzi, però non più alle ossa, ma allo Spirito stesso, e si metta con potenza dell’autorità divina con le parole: “Ko amar Adonai Jahvè Elohim: vieni Spirito dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano” (Ez. 37, 9). Quale era il risultato? “E lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato” (Ez. 37, 10).
Anche tu nella tua preghiera profetizza allo Spirito, seguendo l’esempio di Ezechiele, perché avvenga la risurrezione di Ucraina, Russia e Bielorussia.





