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Parola di vita – Giovanni 16, 32

Data:   2015-05-22
Autore:   PCB

 

Parola di vita – Giovanni 16, 32

 

“Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio – eis ta idia (originale greco) e Mi lascerete solo; ma Io non sono solo, perché il Padre è con Me”

 

Questa parola Gesù pronunciò la sera prima della Sua morte. Per capire quel versetto si possono leggere almeno 5 versetti precedenti e 5 versetti seguenti. Ma il modo migliore è leggere interi capitoli 16 e 17 di Giovanni. Questa espressione è la risposta alle parole precedenti degli apostoli, i quali riconoscono la fede nella missione divina di Cristo. Gesù mostra loro la fragilità della loro fede – verrà una leggera prova e loro si disperderanno. Quella notte gli apostoli si dispersero e Pietro, che prima era l’eroe e seguiva Gesù, in mezzo alle pressioni e l’odio verso Gesù cedette alla paura per se stesso e rinnegò Cristo. Dopo si è pentito. Gesù conosceva la fragilità degli apostoli. Egli conosce anche la nostra fragilità. La nostra natura vecchia – la nostra psiche, che è violata dall’infezione del peccato originale, – in un momento critico crederà alla paura, ma a Cristo e alla Sua parola non crede.

 

Dove si disperderanno gli apostoli? Che cosa significa il “proprio” nel senso spirituale? È la parte più profonda del nostro essere. L’originale greco della Bibbia lo esprime con la parola eis ta idia. Questa parola si usa anche nel testamento di Gesù sulla croce nell’ultima ora della Sua vita: “Ecco la tua Madre! E da quel momento il discepolo la prese con se – eis ta idia”. Mai prima il cuore nuovo e il nuovo Spirito – di Dio, – erano accolti in quel più profondo dell’anima. Giovanni sotto la croce, e dopo gli apostoli, accolsero il cuore nuovo e Spirito nuovo nel proprio – eis ta idia! In quel profondo dell’anima noi dobbiamo accogliere anche il Regno di Dio: il Regno di Dio non è “...eccolo qui, o: eccolo là. Perché il Regno di Dio è in mezzo a voi” (vedi Lc. 17, 21). Cristo “venne fra la sua gente (ta idia), ma i suoi non L’hanno accolto. A quanti però L’hanno l’accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv. 1, 11-12).

 

“Voi siete il tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in voi...” (1 Cor. 3, 16).

“Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori” (Ef. 3, 17). Qui bisogna precisare: nei cuori nuovi.

 

Dopo aver accolto la madre di Gesù e lo Spirito di Dio nella pienezza, in “eis ta idia”, il nostro spirito si incontra con lo Spirito di Dio, il Quale noi dobbiamo accogliere (vedi Rm. 8, 16). Poi, quando viene paura e noi per mezzo della fede ci nasconderemo in “eis ta idia”, là troveremo un rifugio sicuro. Là i martiri prendevano la forza di accettare per Cristo il martirio più crudele! Là per mezzo della fede noi ci uniamo con Dio Trino e Uno.

 

Alla fine Gesù aggiunge: “Ma Io non sono solo, perché il Padre è con Me”. Quindi anche noi non siamo soli nell’ora della prova, perché il Padre è con noi.


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