Italiano > Attuale > Article

L’Epiclesi /Terza parte: Come vivere l’Epiclesi durante la Liturgia/

Data:   2018-12-08
Autore:   PCB

 

L’Epiclesi

Terza parte: Come vivere l’Epiclesi durante la Liturgia

 

L’Epiclesi è l’invocazione dello Spirito Santo su di noi e sui doni. Essa è costituita da tre parti:

 

1) Il sacerdote, inginocchiato implora ardentemente Dio nella propria anima: «Manda il tuo Spirito Santo su di noi» (Nota: durante tutta l’Epiclesi il coro canta l’antifona: «Ti lodiamo...», oppure tutti rimangono in silenzio).

Dio promette attraverso il profeta Ezechiele (37): «Ecco, Io faccio entrare in voi lo Spirito e rivivrete!». Noi in spirito nostro invochiamo:

«Signore, donaci lo Spirito del pentimento, affinché possiamo rivivere! ».

«Metterò su di voi i nervi» – Metti su di noi i nervi – il dono della preghiera!

«Farò crescere su di voi la carne» – Riempici della potenza dei Tuoi comandamenti!

«Stenderò su di voi la pelle protettiva» – Dacci le comunità viventi!

«Infonderò in voi lo Spirito e rivivrete» – Dacci la pienezza dello Spirito, affinché possiamo rivivere! Ye-ho-shu-aaa.

 

2) Il sacerdote si alza, si avvicina all’altare, estende le sue mani sui doni e chiede in silenzio: «Manda il tuo Spirito Santo su questi doni qui presenti». Si rende conto di stare alla presenza di Dio nella colonna di luce, dove agisce l’onnipotenza di Dio. Poi per tre volte in silenzio chiama il nome del Salvatore “Yehoshua”.

Quando chiama per la prima volta il nome di Dio, si rivolge a Dio con la confessione: Mi hai creato e mi mantieni in esistenza. Nella seconda invocazione: Gesù, mi hai riscattato con la Tua morte sulla croce. E nella terza invocazione del nome di Dio (Yehoshua) si rende conto che ora lo Spirito Santo sta facendo presente la morte di Cristo sull’altare. Poi fa il segno della croce sul pane benedetto, dicendo sottovoce: «E fa di questo pane il prezioso Corpo del tuo Cristo».

Quindi, quando respira, si unisce con lo Spirito Santo ed espira sul pane, dicendo nella mente: «Tramutandole per virtù del tuo Santo Spirito!». Poi dice a bassa voce: «Amen!». Le parole di Gesù sono state adempiute: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi».

Ancora una volta rende presente nella propria coscenza della realtà dell’onnipotenza di Dio e pronuncia per tre volte il nome di Dio Yehoshua. Con la prima invocazione si rivolge di nuovo a Dio, confessando: mi hai creato, mi tieni in vita. Nella seconda invocazione: Gesù, mi hai riscattato con la tua morte sulla croce. E nella terza invocazione del nome di Dio (Yehoshua), si rende conto che lo Spirito Santo, con la sua potenza onnipotente, ora opera la Transustanziazione (la Consacrazione) in modo misterioso. Il sacerdote fa il segno della croce sul calice e dice sottovoce: «E fa di ciò che è in questo calice il prezioso Sangue del tuo Cristo». Si unisce di nuovo con lo Spirito Santo quando inspira e quando espira sul calice dice nel pensiero: « Tramutandole per virtù del tuo Santo Spirito!». E aggiunge a bassa voce: «Amen!». Le parole di Gesù sono adempiute: «Questo è il mio sangue, che è versato per voi per la remissione dei peccati».

Quindi, per un breve periodo, offre il Corpo e il Sangue di Cristo al Padre celeste con fede per se stesso e «per molti».

 

3) Il sacerdote si allontana un poco dall’altare, si inginocchia e si inchina a terra (può perfino toccare il suolo con la fronte), sapendo che il vero Corpo e il vero Sangue del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo sono ora presenti sull’altare. Rimane in ginocchio nella consapevolezza che le parole dell’Epiclesi, «Tramutandole per virtù del tuo Santo Spirito!» si riferiscono ai battezzati e ai molti. Con l’autorità profetica, data da Dio a Ezechiele (37, 9), si rivolge allo Spirito di Dio con una supplica per coloro che, sebbene battezzati, sono spiritualmente morti. Sacerdote implora in silenzio:

«Vieni, o Spirito, e soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano nell’oriente!». E lentamente pronuncia di nuovo il nome di Dio con fede (Yehoshua).

«Fa' che rivivano nel sud!» (Yehoshua).

«Fa' che rivivano nell’occidente!» (Yehoshua).

«Fa' che rivivano nel nord!» (Yehoshua).

Alla fine dell’Epiclesi, il sacerdote sottolinea sottovoce: «Tramutandole per virtù del tuo Santo Spirito!». E aggiunge: «Amen, amen, amen!». L’Epiclesi è così compiuta.

 

Il sacerdote si alza in piedi e adora Cristo, presente sull’altare, con incenso profumato, e poi anche il popolo – il Corpo mistico di Cristo.

Nota: Questo è uno dei modi per vivere l’Epiclesi, come è praticato in alcuni monasteri.

Il nome di Dio è enfatizzato e invocato in tutta la Scrittura. La nostra salvezza è in questo santo nome (cfr. Rom 10, 13).

 

+ Elia

Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino

 

+ Metodio OSBMr                                        + Timoteo OSBMr

Vescovi segretari del Patriarcato Cattolico Bizantino

 

25 novembre 2018

 

Scaricare: L’Epiclesi /Terza parte: Come vivere l’Epiclesi durante la Liturgia/ (25.11.2018)