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Commento alla “Dichiarazione sulle verità… ” del card. R. Burke, vescovo A. Schneider… (+video)

Data:   2019-06-28
Autore:   PCB

 

Commento alla “Dichiarazione sulle verità… ”

del card. R. Burke, vescovo A. Schneider…

 

Bisogna riconoscere che gli autori di quaranta punti hanno avuto il coraggio di dichiarare la verità e di dimostrare le eresie e gli errori contemporanei. Nella Dichiarazione si riferiscono alle verità immutabili – dogmi – relativi alla difesa della fede e delle leggi di Dio. Entrambe le cose sono in questo periodo messe in dubbio, proprio e direttamente in Vaticano. L’attuale eretico – e quindi invalido – Papa Francesco sta distruggendo sistematicamente i fondamenti della fede e della morale. Prima di lui, questo processo di graduale sconvolgimento spirituale iniziò il Concilio Vaticano II. In seguito, Giovanni Paolo II realizzò ad Assisi nel 1986 l’eresia del sincretismo contenuta in Nostra Aetate.

Il Concilio Vaticano II passò sotto silenzio le eresie del neo-modernismo e proclamò il sincretismo con il paganesimo, così ufficialmente aprì la porta a un decadimento interno della dottrina e della morale ortodossa.

 

Gli autori del documento in quaranta punti si richiamano a Giovanni Paolo II. È lo stesso come se san Basilio o sant’Atanasio si appellassero ad alcune delle affermazioni ortodosse di Ario, ma passarono sotto silenzio la sua principale eresia. La loro lotta contro l’eresia ariana sarebbe impossibile.

 

L’atteggiamento di cardinale Burke e di vescovo Schneider non è identico all’atteggiamento rappresentato da arcivescovo Carlo Maria Viganò. Egli richiede rigorosamente il vero pentimento, che deve iniziare con inevitabile dimissione di Francesco e con eliminazione della rete omosessuale sui posti più alti della Chiesa. L’arcivescovo Viganò ha presentato le prove concrete e richiede un rimedio adeguato. A differenza di Viganò, gli autori del documento in quaranta punti hanno solo in generale definito, dove sono le aree nelle quali le eresie sono oggi ufficialmente proclamate e realizzate. Tuttavia, non hanno chiaramente chiamato le eresie col loro nome e non richiedono una soluzione radicale, cioè riparazione e dimissioni del Papa eretico.

 

I credenti che con apprezzamento leggono le affermazioni ortodosse del vescovo Schneider sono scioccati dal suo gesto di visitare e abbracciare Francesco, nonché dalla sua dichiarazione ufficiale che si sono intesi con lui. Papa Paolo IV (sec. XVI), al contrario, disse senza compromessi in difesa della fede salvifica che, anche se suo padre fosse un eretico, avrebbe raccolto il legno per rogo. Il vescovo Schneider ha detto altrove che è in disaccordo con le attività di Francesco, ma che tuttavia lo considera suo padre, quindi non si separa da lui. Questo suo atteggiamento blocca la necessaria dimissione dell’eretico dall’ufficio del Papa.

 

Francesco con i suoi crimini pubblici contro la fede e la morale ha provocato in molti cattolici sete di ortodossia. Burke e Schneider, tuttavia in realtà, ostacolano il processo di restauro perché, sebbene abbiano identificato le eterodossie ed errori contemporanei, non hanno avanzato le richieste di rimedi adeguati. Un medico che farebbe una vera diagnosi, ma impedirebbe un intervento chirurgico necessario per salvare la vita è colpevole di un crimine!

 

L’eresia deve essere chiaramente chiamata eresia e il Concilio Vaticano II deve essere chiamato eretico! I Papi conciliari con Giovanni Paolo II devono essere chiamati con il loro nome proprio, vale a dire gli eretici, perché sono colpevoli della più grande diffusione di eresie nella Chiesa. Senza riconoscere questi crimini spirituali e senza trarne conclusioni, non può esserci vera restaurazione della Chiesa cattolica!

 

+Elia

Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino

 

18 giugno 2019

 

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