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L’abolizione del celibato è una soluzione della crisi nella Chiesa? (+video)

Data:   2019-09-05
Autore:   PCB

 

L’abolizione del celibato è una soluzione della crisi nella Chiesa?

 

Cari vescovi e sacerdoti!

Che cosa vi avrebbe detto oggi l’apostolo Paolo sulla soluzione della crisi nella Chiesa per via di abolizione del celibato? Prima avrebbe ascoltato tutti i vostri argomenti sull’esplosione della pedofilia, l’omosessualità e crisi morale, e poi vi avrebbe detto: “Voi in qualità di apostoli di Cristo, siete stati mandati ad aprire gli occhi delle persone, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati mediante la fede in Gesù” (cfr. At 26,18). Non potete essere in unità con pseudo Papa Francesco che legalizza il peccato, l’omosessualismo e persino la stregoneria! Volete risolvere la crisi della Chiesa in unità con lui senza fare il pentimento? Con abolizione del celibato non diventerete i sacerdoti santi. Oggi la Chiesa e il mondo hanno bisogno di voi per essere salvati!

La soluzione di tutti i nostri problemi è in Gesù Cristo, e questi crocifisso!”.

La Sacra Scrittura dà l’apostolo Paolo come esempio per un sacerdote celibe. Egli era non solo molto attivo ma anche profondamente spirituale. Dice: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). A voi, vescovi e sacerdoti, fa appello: “Siate come me”. Era consapevole della dura realtà del peccato. In settimo capitolo della lettera ai Romani Paolo va alla radice e dice: “Mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo interiore. Ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.”. La sua più profonda esclamazione spirituale è: “O miserabile uomo che sono!”. E poi si chiede dolorosamente: “Chi mi libererà da questo corpo di morte?”. Ma subito dopo, ringrazia Dio e confessa che questa liberazione si attua attraverso Gesù Cristo. Nel capitolo ottavo egli sottolinea che la legge dello Spirito della vita lo ha liberato dalla legge del peccato e della morte. L’apostolo Paolo non era un uomo d’acciaio che sarebbe stato immune all’influenza del peccato sia dall’esterno sia dall’interno. Nessun vescovo, sacerdote o consacrato celibe ha la scusa. Tutti possono seguire l’Apostolo delle genti. L’apostolo Paolo è principalmente un esempio della vita interiore. Egli unì essenzialmente la lotta contro il peccato con lo sforzo di seguire Cristo, e avere l’unità con Cristo crocifisso. La radice del male nell’uomo, in altre parole il peccato originale con la sua lussuria e orgoglio, è una realtà. È assurdo cercare di risolvere questa realtà abolendo il celibato e ordinando le donne prima a diaconesse e poi a sacerdotesse.

 

La nostra vita è una dura lotta per la salvezza della nostra anima e per la salvezza di coloro che Dio ci ha affidato. Ogni guerriero di Dio potrà dire con l’Apostolo nell’ora della morte: “Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede. Infine, per me è stata riservata la corona della gloria eterna” (cfr. 2 Tm 4).

Qual è oggi la soluzione per i sacerdoti? Non rimanere soli! Avere una famiglia spirituale, cioè la comunità fraterna. Questa comunità deve perseverare nella dottrina degli apostoli e non nella teologia eretica (cfr. At 2,42)! Preghiera, Parola di Dio e comunità fraterna era il programma dei primi cristiani a Gerusalemme.

 

Oggi, Internet e lo spirito del mondo, che sta dietro di esso modellano il ragionamento dei sacerdoti, ma sfortunatamente non verticalmente! La vera autocritica richiede che rinuncino a Internet o ad altri media nella misura in cui sono un ostacolo alla vita con Dio. Il vero discernimento, tuttavia, non è possibile senza autocritica e comunità fraterna.

Bisogna ammettere che le generazioni di sacerdoti dopo il Concilio Vaticano II non sono state preparate veramente e responsabilmente né per una vita personale con Cristo né per l’annuncio del pieno Vangelo.

 

Se un seminarista avesse passato una profonda formazione spirituale nel seminario sotto la guida di un esperto e santo spirituale, sarebbe un grande tesoro. Se dedicasse due ore al giorno alla preghiera interiore, svilupperebbe l’abitudine alla preghiera. Anche se dopo il seminario trascorse tre anni in deserto come l’apostolo Paolo e sperimentò una profonda conversione come sant’Ignazio nella grotta di Manresa, non sarebbe ancora abbastanza. Se un sacerdote vuole perseverare e resistere allo spirito del mondo, deve avere non solo lo Spirito di Cristo, ma anche comunità fraterna. Proprio la comunità fraterna è il mezzo necessario per risolvere la crisi spirituale nella Chiesa. Un sacerdote dovrebbe trascorrere almeno un giorno e mezzo in comunità con altri sacerdoti dedicandosi alla preghiera e alla Parola di Dio (cfr. At 6,4). La domenica sera si sarebbero incontrati per trascorrere quel tempo di deserto spirituale. Martedì, dopo aver pranzato insieme, sarebbero partiti. Il programma per il primo giorno sono 4 ore di preghiera interiore (programma di preghiera interiore, vedi http://vkpatriarhat.org/en/?p=11486) con testimonianze su ciò che Dio ha rivelato a ciascuno personalmente durante la preghiera. Una di queste quattro ore sarebbe dedicata a una riflessione sulla Parola di Dio come preparazione per l’omelia della Domenica. La quinta ora di preghiera sarebbe passata in lodi e canzoni dalle ore 20:00 alle 21:00. Durante questi due giorni di preghiera, i sacerdoti hanno una dispensa dall’Ufficio delle Ore. (http://vkpatriarhat.org/en/?p=16774).

 

Per quanto riguarda lo spirito del Concilio Vaticano II, questo non ha aperto le porte al vero pentimento e alla vera restaurazione della Chiesa, ma piuttosto alla graduale distruzione della Chiesa portata al culmine dallo pseudo Papa Francesco. Francesco abolisce i principi morali universalmente validi e i comandamenti di Dio. Nella distruzione della Chiesa sono in unità con Bergoglio non solo il cardinale Marx, ma anche l’intera rete omosessuale nella Chiesa. Questa via porta alla dannazione eterna!

Ancor oggi, i mezzi per restaurare la Chiesa sono i quattro pilastri fondamentali dei primi cristiani: la preghiera, lo spezzare del pane, la dottrina degli apostoli e la comunità fraterna! (At 2,42).

 

+ Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
 
+ Metodio, OSBMr                       + Timoteo, OSBMr
Vescovi segretari
 
26 agosto 2019

 

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