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UN’ORA CON GESÙ (Preghiera contemplativa)

Data:   2021-02-28
Autore:   PCB

 

UN’ORA CON GESÙ

(Preghiera contemplativa)

 

“Così non siete stati capaci di vegliare con Me un’ora sola (ogni giorno)? Vegliate e pregate” (Mt 26,40). Gesù chiama, chiama con tutto il Suo cuore! Eppure, nessuno ha alzato la sua voce così spesso e così invano, tante volte, come l’ha fatto Gesù Cristo. Nessun appello è stato compreso così poco e, perfino, da parte di coloro che hanno conosciuto Gesù come loro Salvatore e Signore.

 

Possiamo trovare qui la più grande contraddizione: ci sono persone che, sebbene chiamano Gesù come loro Signore, non Lo seguono. Come capire questo? La via della sequela di Gesù può essere aperta solo con una chiave, con la chiave dell’amore puro. Non c’è altra chiave. Pertanto, il Signore ci dice che, nell’adempimento del primo comandamento: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore (sopra ogni cosa)”, viene data la chiave di tutto il retto comportamento.

 

La via della sequela di nostro Signore, e della perseveranza in essa, non è possibile senza l’amore, che può essere realizzato al meglio, in una preghiera contemplativa. Con Gesù, almeno un’ora (al giorno) (cfr. Mt 26,40).

 

PREGHIERA CONTEMPLATIVA – ORDINE, REGOLE E PRATICHE

 

Il Rosario. Ordine della preghiera: fare una breve riflessione prima di ogni decina e poi provare a vedere, ascoltare e vivere i singoli misteri (ci sono molte istruzioni e riflessioni a riguardo).

La Via Crucis. Ci sono molte istruzioni su questa preghiera. È bene avere anche una riflessione personale sulla Passione di Cristo e in essa usare due regole: 1) cercare di percepire ciò che soffre Gesù 2) rivedere i propri peccati e i pensieri egoistici, con i quali abbiamo causato la Sua sofferenza. Domanda: Che cosa hai fatto Tu, Gesù per me, e che cosa io sto facendo per Te?

 

Un’ora di preghiera contemplativa

Spiegazione di alcune regole (pratiche):

Posizione del corpo durante la preghiera. Per rendere intensa la preghiera interiore è necessario osservare alcune regole. Durante la preghiera le mani sono alzate su, e non in qualsiasi modo, ma devono esprimere la vigilanza e un totale abbandono a Cristo. È noto, che questa era la postura presso gli ebrei durante la preghiera. Cristo e Sua madre pregavano in questo modo, così pregavano anche gli apostoli e i primi cristiani. Questa posizione è già di per sé una preghiera, è un’apertura per ricevere lo Spirito Santo. Quindi, abbiamo posto l’accento sulla posizione del corpo.

 

Mezzi necessari. Quali sono i mezzi necessari per una preghiera contemplativa? Ce ne sono due fondamentali: la Sacra Scrittura e il quaderno con una penna. Ogni volta quando viene qualche ispirazione o appare qualche preoccupazione, allora possiamo annotarli brevemente e tornare immediatamente alla presenza di Dio. Durante le brevi pause possiamo leggere la Sacra Scrittura. È desiderabile avere una croce e un orologio nella stanza di preghiera.

 

Ordine di preghiera. L’ora di preghiera è divisa in tre parti, di cui sempre ci sono 15 minuti di preghiera intensiva e 5 minuti di riposo. L’inizio è il più difficile: uscire dallo spirito del mondo ed entrare alla presenza dello Spirito di Dio. Ciò richiede una sorta di abnegazione interiore ed esteriore e, in modo preponderante, da questa abnegazione dipende la benedizione di tutta la preghiera. Un vecchio proverbio dice: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. Questo vale non solo per gli inizi delle cose naturali, ma anche per la preghiera, questa in particolare.

 

Obiettivo. Lo scopo di questa preghiera è penetrare nella presenza di Dio e dimorare in essa. Non è così semplice, ma è accessibile per tutti. Non è un privilegio, riservato solo ad alcune persone, ma ogni cristiano sincero può pregare in questo modo, non escludendo i bambini. Questa preghiera è fondata sulla parola di Dio e sull’epiclesi (fervente invocazione a Dio per la venuta dello Spirito Santo). Qui si tratta davvero dell’incarnazione del Verbo: Gesù in noi! L’incarnazione del Verbo di Dio richiede il nostro umano “Sì” – “fiat” (“sia fatto a me”) e l’epiclesi dello Spirito Santo. La Madre di Gesù ha vissuto l’epiclesi più intensa: all’inizio, quando il Verbo si fece carne e Lei per mezzo della fede fu diventata la Madre del primogenito, che era Gesù. E poi, prima della morte di Gesù sul Calvario, quando sia Lei che la futura Chiesa – rappresentata dal discepolo – ha ricevuto la parola: “Ecco tua Madre!”. Prima e durante la discesa dello Spirito Santo, Maria ha vissuto con gli apostoli un’epiclesi di 10 giorni – invocando lo Spirito Santo perché venisse e li riempisse – e la Parola divenne di nuovo il Corpo e nacque la Chiesa, la Madre della quale era Maria. Dunque, la Madre di Gesù è diventata anche la Madre dei secondogeniti, cioè la Madre della Chiesa e la tua Madre.

 

Implorazione ad alta voce. Nell’Epistola agli Ebrei c’è scritto che Cristo ha offerto preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a Colui, che poteva salvarlo dalla morte (cfr. Eb 5,7). Nei salmi, il re Davide sottolinea la necessità dell’implorazione al Signore ad alta voce, la quale dovrebbe uscire dal profondo dell’anima. Il grido davanti al Signore, quando un’anima riversa i suoi dolori e le sue paure, è liberatorio e curativo. “Lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili”(cfr. Rm 8,26).

 

Qualcuno potrebbe essere scandalizzato dall’implorazione ad alta voce in questa preghiera, ma è possibile implorare intensamente anche senza voce (in silenzio). Quando una persona sperimenta un forte dolore fisico, reagisce allo stesso modo, sia in Corea, in America o in Europa. Non si usano frasi lunghe, ma piuttosto geme qualche suono: aaaaaa, uuuuuu ... Se una persona ha un forte dolore emotivo, ad esempio, a causa della perdita di una persona amata, le lacrime appariranno nei suoi occhi, inizierà a piangere e questo la aiuterà a riversare il suo cuore, ma ha ancora bisogno di qualcuno con cui potrebbe condividere il suo dolore e sfogare il suo cuore. Dolore condiviso è la metà del dolore. In questo pianto, se il dolore è profondo, ci saranno gemiti: uuuu-uuuu-uuuu ... Allo stesso modo, quando qualcuno prova una grande gioia, allora, gli mancano le parole o le frasi e canticchia tra sé a bocca chiusa: la-la ... ra-ra (cfr. Sant’Agostino, Breviario, il giorno della memoria di Santa Cecilia, 22 novembre, Seconda lettura). Questa lingua unisce tutte le persone che sono vissute sulla terra. Di solito quando qualcuno viene ingannato, tradito o si sente irritato, allora, alza la voce. Le persone incredule reagiscono con maledizioni o sfogano la loro ira su coloro che le hanno fatto il male. Quando una persona causa la sofferenza a sé stessa, dunque è arrabbiata contro di sé e si sfoga gridando: “Quanto sono stolto!”. Quanto più questa collera è grande, tanto meno si è in grado di esprimere l’ira e il dolore nell’anima con le sole parole, ma soltanto si geme: è una specie di iiii-iiii-iiii ... Si apre così il cuore ad uno spirito, che però è contrario allo Spirito Santo.

 

Le vocali a, e, i, o, u, hanno una certa comune ondasonora, la quale può facilmente passare da una vocale in un’altra. Se dobbiamo aprire il nostro cuore davanti a Dio in preghiera, gemendo e piangendo – come lo vediamo espresso nei salmi – ne avremo l’espressione umana più naturale. Esse, in questa maniera, aiutano la superficie dello spirito dell’uomo. Appena i bambini nascono, iniziano a piangere, e così aprono il respiro ed hanno sollievo. E questo ci porta in realtà alla radice dell’epiclesi, una fervente implorazione davanti a Dio! è un’invocazione un appello a Dio e non un sussurro, ed è fervente. Voi potete ripetere il suono del semplice vocale aaa e nella mente tenersi il Nome “Yehoshuaa-aa-aa” (Gesù), e allo stesso tempo voi potete realizzare, per fede, la potenza di questo Nome davanti al quale “... ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra” (Fil 2,10). In questo Nome gli apostoli scacciarono i demoni e guarirono i malati. La fede si manifesta e si concretizza per mezzo di questo Nome, di più che tante altre parole. Questa è una preghiera fervente, che fa aprire il vostro cuore davanti al Signore.

 

Chi inizia a pregare in questo modo può sentire all’improvviso che qui le parole di preghiera passano spontaneamente a parole monosillabiche o disillabiche. Questo vi porta al concentramento interiore, ad esempio, su una sola parola:  “Tu (Gesù), Tu, ...” e nello spirito guardate a Lui negli occhi (sulla croce). Voi percepite che il vostro peccato è la causa della Sua morte, voi percepite il Suo amore: Egli è morto per voi. Durante questa totale apertura di cuore davanti a Dio – umiliatevi profondamente, e rimanendo in questa verità, rompete con il peccato e le sue radici – non è sufficiente stare soltanto seduti, ma dobbiamo inginocchiarci o stare in piedi, e focalizzare con la mente la Verità. Questo letteralmente vi costringe a invocare Dio con tutto il vostro essere e le vostre mani si alzano automaticamente. Vi rendete conto dell’amore del Padre, che ha dato Suo Figlio per voi, e chiamate nel vostro cuore: Padre – ciò che può aiutarvi è gemere come A-B-BA - aaaaa ... ba-ba-ba-ba ... aaaa ... (“Se non diventerete come i bambini …” vedi Mt 18,3). E queste due posizioni di base – le mani alzate su e l’inginocchiarsi o lo stare in piedi – sono strettamente collegate ad una implorazione davanti a Dio. Quando invocate Dio, gemendo, queste non sono emozioni indotte, questa è una vera preghiera nello Spirito e nella Verità, questo è il bisogno dell’anima. Questo è il modo in cui il re Davide pregava nei suoi salmi, e evidentemente anche il Signore Gesù stesso, quando sovente passava tutta la notte a pregare.

 

Il momento presente: Torniamo alle regole di base. Uno di questi è, che oltre alla Parola di Dio, la preghiera ha bisogno di attenzione. Gesù disse: “Così non siete stati capaci di vegliare con Me un’ora sola? Vegliate e pregate” (Mt 26,40). Per essere vigili nella preghiera ci aiutano i seguenti consigli:

 

All’inizio e durante la preghiera periodicamente ci ricordiamo che vogliamo rimanere alla presenza di Dio, almeno per un minuto, in particolare quel momento in cui ve ne rendete conto. Quindi dovete rinnegare per questo voi stessi e rendervi conto che Dio vi vede e allo stesso tempo che siete aperti davanti a Lui. Oppure potete ripetere: “I Tuoi occhi!” e in spirito state guardando negli occhi di Gesù e aprendo il vostro cuore davanti a Lui ...... gli state dando tutto ... non solo i peccati, ma anche la radice del peccato ... ora non avete niente di vostro, nessun pensiero, nessuna relazione, nessun ricordo, nessuna immagine! Adesso abbandonate tutto, il vostro spirito è povero, libero dalle ricchezze dell’anima e da ogni preoccupazione. Ora, la vostra unica preoccupazione è stare con Gesù: ascoltarlo e guardarlo negli occhi. Gli occhi di Gesù vi penetrano profondamente, il suo sguardo vi fa percepire il vostro peccato. Alla presenza di Dio voi potete vedere non solo i peccati maggiori, ma anche piccole espressioni di egoismo, amor proprio e volontà di sé. Qui, nella verità, siete come esposti a raggi X invisibili, siete guariti da tutti i dolori e le pene profonde della vostra anima. Questa terapia è dolorosa, ma allo stesso tempo è una grande felicità che non può essere paragonata a ciò che il mondo ci offre. In questa luce l’uomo si rende conto anche della realtà della morte, la vanità e l’inganno del mondo, e pure dell’eternità e dell’amore di Dio. In questo dolore purificante, e in quella verità dolorosa, la guarigione profonda dell’anima ci dona una grande pace che il mondo, in realtà, non può dare. Alla persona che prega si rivelano molte verità della Sacra Scrittura: “Venite a Me, voi tutti ... e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,28-29).

 

Il momento presente è la cosa fondamentale nella preghiera. Ritorniamo in quel momento presente in tutte le verità che ci riporta il Vangelo, sulle quali riflettiamo nella preghiera, e una volta che viviamo nel momento presente, smettiamo di prestare attenzione alla chiamata esteriore della nostra voce e percepiamo solo ad es. una parola (o un’idea) “Tu!” (Gesù) e la nostra unione spirituale con Lui nella verità. Questa non è estasi, questa è vigilanza e sobrietà, e il gemito (Abba - aaa ... ba-ba-baaa ...) si limita a disporla....

 

In effetti, l’intera ora è una lotta per il momento presente, in cui ti focalizzi e realizzi la tua unione con il Padre e con Gesù attraverso le parole: “Tu, Tu” o “Tu ed io!” (“Tu, Gesù, mi ami” o “Tu per me!”). Ma soprattutto solo “Tu!” o “Mi vedi!” “Gesù vide il discepolo presso la croce ...!” (Gv 19,26) “Ora sono un discepolo e mi vedi, qui e adesso, Tu ...” Questa frase ha un grande potere! Qui apri il tuo cuore a Lui, tuo Signore e Dio, e non nascondi nulla! Questo può essere doloroso, ma allo stesso tempo vi guarisce. Dopo un certo tempo potete pregare anche così: “Tu ci vedi” e in quel momento potreste rendervi conto delle sofferenze delle persone a voi care: le schiavitù dei loro vizi e cattivi abitudini delle loro anime, i quali li tengono nelle tenebre. O quanto vorreste aiutarli, ma non potete! Ora, dunque potete fare solamente una cosa – quella più importante – potete dare questa loro sofferenza a Gesù! E poi improvvisamente viene la luce, la guarigione, la pace e, spesso anche una parola profetica per quest’anima!

 

Anche problemi, preoccupazioni o doveri possono diventare carburante per il fuoco dello Spirito. State sperimentando la realtà: “Tu ci vedi”, così date a Lui i peccati concreti, le debolezze e le preoccupazioni. Dopo il Signore vi dà la luce, la fortezza e l’ispirazione; Egli parla alla vostra anima.

 

(Nota: queste parole, ad esempio “Tu ci vedi”, non è necessario pronunciarle con la bocca, basta solo nella mente. Tale parlare nella mente è accompagnato da una manifestazione esteriore: un gemito (un’implorazione) silenzioso o ad alta voce e dalla posizione orante, cioè le mani alzate in alto).

 

MODELLO DI PREGHIERA CONTEMPLATIVA DI UN’ORA

 

In questa preghiera vivremo le seguente verità evangeliche:

1) Perdono dei peccati (purificazione);

2) Crocifissione con Cristo;

3) Accoglimento dell’ultima volontà di Gesù, cioè un cuore nuovo.

 

               1/3) PURIFICAZIONE (15 minuti)

1a parte (1 minuto). Uno dei presenti dice ad alta voce il contenuto dei primi 15 minuti, introducendo così nella preghiera, ad esempio, con le parole seguenti: “Gesù è presente qui con i Suoi angeli e santi” (cfr. Eb 12,22). Ti sta aspettando; apri a Lui il tuo cuore; condanna i tuoi peccati. Dopo di ciò stai nello spirito sotto la croce e guarda di nuovo negli occhi e nelle ferite di Gesù. Invoca con fede il Suo Nome. Renditi conto, che ora il Sangue di Gesù ti purifica da ogni peccato. Quindi, dopo questa introduzione, viviamo interiormente la preghiera in modo come viene descritta nelle parti 2, 3, 4 e 5.

 

2a parte (circa 3 minuti). Renditi conto della presenza di Gesù, di Sua Madre, dei santi e gli angeli (cfr. Eb 12,22). Invoca la Vergine Maria, gli angeli e i santi, affinché ti aiutino a vegliare durante la preghiera.

 

3a parte (circa 3 minuti). Apri il tuo cuore e ricevi il Signore Gesù sulle fondamenta della Parola di Dio: Ap 3,20 – “Ecco, Io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, verrò da lui.” Realizza: Gesù stà e bussa ... io sto aprendo ... ho aperto. Sta entrando, è entrato ... Sei in me: Tu sei Dio da Dio ... Luce dalla Luce ... Vero Dio dal Vero Dio ... Generato, Non Creato ... Uno nella sostanza del Padre ... Credo ... Confesso!

 

4a parte (circa 4 minuti). Il giudizio di Dio. “Il salario del peccato è la morte ...” (Rm 6,23) Renditi conto del tuo peccato, ad es. volontà di sé – non riesci a cercare e fare la volontà di Dio; critica: continui a giudicare sia le persone che Dio; edonismo (pigrizia, autoindulgenza, mancanza di disciplina). Puoi provare a immaginare o semplicemente realizzare che nell’ora della morte attraverserai la soglia del tempo e il giudizio è in serbo per te. Ad esempio, immagina un grande stadio: sul lato sinistro ci sono gli spiriti maligni, i tuoi accusatori (cfr. Ap 12,10), sul lato destro gli angeli di Dio, tutta l’umanità dietro di te e un enorme schermo davanti a te dove tutti i tuoi peccati della vita sono mostrati secondo la Parola: “Poiché non c’è nulla di nascosto che non sarà rivelato”. (Mt 10,26) Non solo le opere esterne, ma tutto ciò che era nel tuo cuore, anche i tuoi pensieri più intimi, saranno rivelati lì.

 

Stai nella luce, non camuffando nulla, ma chiamando le cose con i loro nomi propri, proprio come le chiama il tuo nemico – accusatore. Sì, sei un peccatore; meriti la condanna eterna per la tua volontà, le critiche e le concupiscenze della carne. Tutto questo è, infatti, un peccato di empietà e idolatria, confidando in te stesso, nella creazione e nel disprezzo di Dio, della Sua Parola e del Suo Spirito. Non difenderti; al contrario, giudica te stesso, portando tutto alla luce e rendendoti conto di essere un peccatore meritevole di condanna a morte! “Il compenso del peccato è la morte.” Queste parole sono chiare! Questa è la pura verità. Renditi conto che sei condannato a morte, ma ora sai che hai una speranza di amnistia.

 

5a parte (circa 4 minuti). Perdono dei peccati

Ora tutto è portato alla luce del giudizio di Dio. “Se giudicassimo noi stessi, non saremmo giudicati” (1Cor 11,31) Tutto ciò che porti alla luce durante la tua vita ti è perdonato da Dio. Lo cancella secondo le parole: “Se camminiamo nella luce ... il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato”. (1Gv 1,7) Tutto ciò che è stato portato alla luce e quindi purificato dal sangue di Cristo non sarà più giudicato, perché Gesù era già stato condannato e per questo ha versato il Suo sangue, quindi gli accusatori non hanno potere su di te (vedi Ap 12,11). In verità, Gesù è morto per i miei e vostri peccati e ha subito la punizione che giustamente meritavamo per il nostro peccato. Ha già pagato per questo. Gesù è morto per te. Vieni alla croce in spirito, guarda il sangue del Salvatore e ricevi per fede la parola di liberazione pronunciata al criminale penitente: “Oggi sarai con me in paradiso”. (Lc 23,43) Potete sperimentare la Verità fondamentale, cioè che siamo giustificati per fede e non per le nostre opere; ciò significa – gratuitamente ma attraverso la fede. E ora accetta questa giustificazione per fede – rivestiti della giustizia di Gesù!

 

Riepilogo: fai due passi per fede:

1) Confessa i tuoi peccati, portandoli alla luce e giudicandoli già da ora.

2) Ora ricevi il perdono.

 

La Parola di Dio dice: “Se camminiamo nella luce…” Quindi la condizione è chiara: camminare nella luce, e per camminare nella luce, devi prima entrare nella luce. E una volta entrati, ci sono due passi per iniziare a camminare: dare i peccati e ricevere il perdono. Questi sono i due primi passi nella fede. Allora è vero per te: “Il Sangue di Cristo ci purifica da ogni peccato”. Renditi conto che dice: “da ogni peccato”. Avrai bisogno di sperimentare questa verità soprattutto nell’ora della morte, e quindi l’arte di vivere questa realtà è la cosa più importante e la saggezza più necessaria per questo tempo così come per l’eternità. (Questa è la cosiddetta contrizione perfetta, ma non esclude affatto il sacramento della penitenza).

Pausa (5 minuti). Riposo (riflessione sulle verità vissute, lettura della Scrittura, prendere appunti).

 

               2/3) CROCIFISSO INSIEME A CRISTO (15 minuti)

Gal 2,20: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.

1a parte (5 minuti): Mi rendo conto con fede viva che Gesù è in me. La Scrittura dice: “con Cristo”. Mi fermo a pensare alle parole “CON CRISTO”: Tu, Gesù ed io, insieme, ora e qui. Dal momento del Battesimo siamo stati insieme – Tu (sei) in me e io in Te. Ancora e ancora, attraverso il pentimento e la fede vivente, ho bisogno di entrare in questa comunione. Tu ed io – insieme… In questo momento, dimoro coscientemente in questa comunione per fede e non permetto ad altri pensieri di attraversare la mia mente. Non lo speculo, è vero, non dubito, ma credo nella Parola di Dio. Così è scritto! Nella mia mente posso ripetere lentamente alcune parole (ad esempio “insieme” ..., o “credo”, ...). C’è solo un compito: essere uniti a Cristo per fede. Vivi questa realtà per fede: io e te – insieme! (Questo è accompagnato da quiete, o forti gemiti.)

 

2a parte (5 minuti). Crocifisso. “Sappiamo che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con Lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato” (Rm 6,6). Ora con la propria consapevolezza vivrò una sola parola: crocifisso. A chi? A che cosa? Alla carne, al mondo e al diavolo, a questi tre tipi di schiavitù. Con la potenza della crocifissione di Gesù sono separato dal sistema del male, del peccato, della vanità e dell’inganno. Non sono più ingannato, adesso sono libero. E ora “il corpo del peccato è stato distrutto” dal potere di Gesù, e io non sono più schiavo del peccato.

 

Adesso sto abbandonando tutto: miei progetti, paure, preoccupazioni, attaccamento alle cose e alle persone ... Non entrerò in paradiso con queste ricchezze. Posso rendermi conto del triplo “niente”: 1) Sono niente 2) Non ho niente 3) Non voglio niente altro che Te! Ora, ho solo una preoccupazione: Tu, Gesù sei la mia unica preoccupazione! Sono povero di spirito; non ho niente di mio: nessuna preoccupazione, nessuna relazione, nessun ricordo; non cerco di risolvere niente, ora non ho nessuna responsabilità, perché ho dato tutto a Te, Gesù. Sono consapevole della vanità di tutto questo; sì, tutte le cose passeranno. Ti dò tutto me stesso, non lascio niente a me stesso. “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero” (Gv 8,36). In questo minuto sto vivendo una vera libertà. Concentro la mia consapevolezza su questa verità e credo che sia così. Non posso fare altro che dare tutto me stesso a Gesù. Non pongo nessuna condizione, nessun “ma”; mi abbandono totalmente a Lui, non tengo niente per me stesso. Questo significa svestire da sé stesso l’uomo vecchio (cfr. Col 3,9). Questa è la vera preghiera contemplativa; è molto semplice, consiste in dare tutto a Lui! Qui arrivo a capire che cosa significa amare Gesù. Non vivo più io (per me stesso) (cfr. Gal 2,20).

 

3a parte (5 minuti). Gesù (Cristo) vive in me. Ora sono veramente libero, non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me; sono morto al peccato e vivo per Dio. Adesso Cristo può vivere in me. Gesù ha rimosso l’ostacolo che la Scrittura chiama “il nostro uomo vecchio”. Egli mi ha liberato e mi ha fatto Suo. Io sono Suo e Lui è mio. È Lui che l’ha fatto, non io. Vivo la realtà: “Io sono Tuo e voglio solo Te! Non mi interessa nient’altro ora. Sei la Perla preziosissima per cui vale la pena perdere tutto”. Confesso in piena consapevolezza e con fede viva: “Tu, Gesù ora vivi in me!”. Vivo questo momento presente. Così voglio morire. “Mi abbandono totalmente a Te. Adesso non ho nessuno in cielo o in terra tranne Te! (cfr. Sal 73,25). “Tu, Gesù sei il mio Signore! Tutto ciò che è mio è Tuo! Tu sei mio e io sono Tuo! Gesù, io confido in Te!”

Pausa (5 minuti)

 

               3/3) TESTAMENTO DALLA CROCE: ACCOGLIMENTO DEL CUORE NUOVO (15 minuti)

Gv 19,26-27: “Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: 'Donna, ecco tuo figlio!' Poi disse al discepolo: 'Ecco tua madre!'. E da quell’ora (in quell’ora) il discepolo l’accolse in sé (nel proprio)”.

 

1a parte (5 minuti). Mi rendo conto: Tu mi vedi. Nello spirito sto sotto la croce di Gesù sul Golgota, nel luogo della Sua crocifissione.

Nella mia mente mi pongo domande che mi aiutano vivamente a comprendere la realtà della parola di Dio: Dove sei? Sul Golgota, nel luogo di esecuzione dove Gesù muore per me. Tu chi sei? Sei un discepolo? Sì, ora ho abbandonato tutto quello che ho, per Te, o Gesù!

 

Tu guardi a me e mi vedi come un discepolo. Adesso vivo la prima parola: “Tu, Tu ... Tu, o Gesù”. La Parola di Dio dice che Gesù vide il discepolo che stava presso la croce. Ora sono questo discepolo e Tu mi vedi ora e qui! In questa frase è la grande potenza! Percepisco lo sguardo di Gesù, Egli mi sta guardando. Il Suo sguardo mi penetra come i raggi X. Rimango in questa realtà per un momento. Posso ripetere: Gv. 19,26-27: “Gesù allora, vedendo…. Adesso Tu mi vedi.

 

2a parte (5 minuti). Tu mi parli. “Gesù disse...”. Sto ascoltando la voce e le parole di Gesù indirizzate a me. Egli vuole dirmi qualcosa dalla croce. Tuttavia, la nostra anima è piena delle proprie ricchezze, idee e progetti, quindi, non è in grado di cercare o accogliere la parola viva di Dio. Anche se questa anima “grassa” accoglie la Parola di Dio, è di solito in modo letterale e, pertanto l’anima non è in grado affatto di trarne la vita ...

 

Solo quel discepolo che ha abbandonato tutto ciò che aveva e sta presso la croce, ascolta le parole di Gesù. Parla, Signore, perché il tuo servo ascolta! Prima Tu parli a Tua madre: “Donna, ecco tuo figlio”, e poi parli al discepolo: “Ecco tua madre!”. Affinché la Parola di Dio potesse penetrare in profondità di un’anima, essa ha bisogno di un nuovo terreno (cfr. Mt 13,23), di un cuore nuovo (cfr. Ez 36,26). Avendo la natura corrotta di Eva – che abbiamo tutti ereditato – non  possiamo sperimentare la piena liberazione e l’abbandono totale a Gesù. Abbiamo bisogno di accogliere Maria: un cuore nuovo, un nuovo centro spirituale, una nuova natura. Dobbiamo accogliere Colei, che per i meriti di Cristo è stata preservata dall’infezione spirituale della prima donna Eva. Maria è la nuova Eva, è la Madre di una nuova generazione. Gesù La diede al discepolo alcuni minuti prima della Sua morte e questa è la Sua ultima volontà, irrevocabile. Si applica a ogni discepolo di Gesù anche oggi.

 

3a parte (5 minuti). Questo discepolo L’accolse in sé (in greco “εἰς τὰ ἴδια” 'eis ta idia', in latino “in sua”). È un grande mistero. Come poteva il discepolo presso la croce accogliere in sé la Madre di Gesù? Sant’Ambrogio scrive: “Ha accolto la Sua anima per magnificare il Signore in lui. Ha ricevuto il Suo spirito per rallegrarsi in Dio!”. Maria per i meriti di Cristo è stata preservata dal peccato originale. Lei è la nuova Eva. Il Suo codice genetico e spirituale è diverso da quello della vecchia Eva. È “κεχαριτωμένη, kecharitomene”, cioè piena di grazia (cfr. Lc 1,28). Dio ci ha promesso tramite il profeta Ezechiele: “Vi darò un cuore nuovo e metterò in voi uno spirito nuovo” (Ez 36,26). Questo nuovo cuore è stato creato da Lui. Il peccato originale è una mancanza di grazia. Maria è piena di grazia (vedi Lc 1,28). Dio ci ha promesso questo cuore e anche ce lo ha dato. Egli esegue questo trapianto di cuore in ogni persona personalmente. La condizione è: essere un discepolo che sta presso la croce e accogliere per fede ciò che Dio dà! Lo sta facendo e io accolgo questo, solo per fede come l’apostolo Giovanni. Ora ho un cuore nuovo, Maria è la mia madre!

Pausa (5 minuti)

 

Vivere in preghiera queste tre verità: la purificazione, la crocifissione con Cristo e l’accoglienza della Madre di Gesù ci dispone a contemplare le altre tre verità, cioè la morte con Cristo, la risurrezione con Cristo e la Pentecoste. Queste verità sono presenti soprattutto nella Liturgia e la nostra partecipazione ad esse dovrebbe trasformarci e santificarci.

 

Nota: in aramaico, la pronuncia della lettera “b” viene pronunciata come “v”. Le parole “Abba” (Padre) e “Yehoshua” (Gesù) e pure la loro ripetizione, non sono parole ripetitive alla maniera dei mantra indù. I mantra aprono un’anima allo spirito delle tenebre. Ripetendo il Nome di Gesù e “Abba” – datoci da Gesù – la nostra anima si apre allo Spirito di luce, cioè allo Spirito Santo e alla Santissima Trinità.

 

La cosa più importante quando si invoca il Nome di Gesù è il combattimento per l’unione interiore con Lui. Questo significa, che io concentro tutta la mia attenzione su Gesù e sul Suo Nome, mentre, nella mia mente, confesso la Sua divinità, divento cosciente del mio peccato e glielo dò e dono a Lui tutto ciò che sono e che ho. Accolgo il Suo testamento dalla croce, rivivo con Lui la Sua morte, risurrezione e accoglimento del Suo Spirito, e tutto questo lo faccio attraverso la fede. Gesù ha fatto tutto questo per me, e io lo accolgo totalmente mediante la fede. Durante la preghiera mi rendo conto della presenza di Gesù. A questo scopo mi potrebbe aiutare un’implorazione spontanea a-a-a-a-a-a-a…. (Yehoshua-a-a-a). Quando entro in unione con Gesù, comprendo anche la Sua unione con il Padre. Vivendo la Parola Abba, cioè Padre, comprendo che è Gesù che lo dice in me, e poi io lo dico in unione con Lui. Qui posso invocare ed implorare quietamente: Abba (Avva) va-va-va... A-va-va-va... (ba-ba-ba...).

 

MODELLI DI PREGHIERA PER LA TERZA PARTE

 

               Modello: “Tutto quello che legherete sulla terra ...” (Mt 18,18)

Queste parole sono legate all’autorità degli Apostoli ma possono essere applicate anche da qualsiasi cristiano. In accordo con la Parola di Dio, una maledizione per i peccati contro il Primo Comandamento (schiavitù spirituale) viene trasmessa fino alla quarta generazione, quindi riguarda 14 persone – i miei antenati. All’inizio di questa terza parte, mi rendo subito conto, che nella prima parte ho ricevuto il perdono dei peccati e nella seconda parte ho ricevuto la liberazione attraverso la crocifissione con Cristo. Ora sono disposto a sperimentare le Sue parole: “Qualunque cosa scioglierete ...” (Mt 18,18).

 

Mi rendo conto di nuovo: sono in comunione con Gesù. Io sono in Lui e Lui è in me. “Egli è Luce e in Lui non c’è affatto oscurità.” (cfr. 1Gv 1,5) Quindi ora non c’è oscurità in me. Io sto nella Luce – in Lui. Mi rendo conto che ora il potere di Dio opera nel Suo nome. Dico nello spirito: “Nel nome di Gesù Cristo io (perdono e) sciolgo i legami tra me e X (ad esempio la nonna)”. E mi rendo conto della Parola di Dio: “Qualunque cosa scioglierai sulla terra sarà sciolta nei cieli”. Il Signore ha detto: qualunque cosa – cioè anche questa schiavitù – qualunque cosa – questa non fa eccezione. Qualunque cosa scioglierai sulla terra sarà sciolta in cielo. È fatta. Ora questo legame – nel nome di Gesù Cristo – è sciolto. È vero. Ora in questo momento la schiavitù (maledizione) è spezzata. I demoni hanno perso il diritto su questo posto: le catene sono cadute. Ora la benedizione e la pace del Padre Celeste discendono su questo luogo.

 

Poi penso a un’altra persona (es. nonno). E ancora torno alla realtà della Parola di Dio: sono in comunione con Gesù. E in comunione con Lui, con la sua potenza e nel Suo nome continuo come prima. In questo modo, una ad una, prego per 14 persone – e, con il potere del nome di Gesù, questi legami vengono sciolti.

Alla fine mi rendo conto che ora la benedizione di Dio discende dal cielo non solo su di me ma anche su tutta la mia famiglia.

 

               Modello: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34)

(Nota! La prima parte: la purificazione – “Gesù è il mio Salvatore”; la seconda parte: la crocifissione con Cristo – “Gesù è il mio Signore” sono le stesse del modello “Preghiera contemplativa di un’ora”).

 

1a parte (5 minuti). Ripeti lentamente: “Padre, perdona”. Padre, Padre... e sii consapevole che sei unito con Gesù e in Gesù. Egli sta chiedendo (al Padre) da dentro di te. Le parole “Padre... Padre!” diventano come un raggio che ascende in alto attraverso la croce. Ora ripeto “...perdona, perdona ...” e puoi renderti conto come la potenza fluisce attraverso questo raggio. Gesù sta chiedendo con potenza. Tu credi nella potenza della Sua preghiera qui e adesso.

 

2a parte (5 minuti). Continua con la parola “loro”. Realizzalo pienamente e unisciti a Gesù nella sua fervida preghiera: “... loro, loro ...” – (perdona) coloro che Ti hanno abbandonato e che non Ti amano! Stai chiamando con tutto il tuo cuore. Tu e questa chiamata ora siete come una cosa sola. Come se non fossi più te stesso! Tuttavia, non sei solo, sei unito a Gesù. Sei unito alla chiamata di Gesù, al desiderio di Dio di dare il Suo perdono a tutte le persone.

 

3a parte (5 minuti). Allora ti rendi conto che il Padre ascolta questa prima parola dalla croce e come se stesse chiedendo: “E qualcuno si preoccupa del mio perdono?” È necessario che tra tutti i peccatori ci sia ora, in questo preciso momento, almeno uno che dica a suo nome e a nome dell’intero mondo peccaminoso: “SI!” Realizza finalmente il perdono che Dio sta dando ora; puoi tenere a mente l’immagine di una colonna piena di luce come simbolo del perdono di Dio che discende dal “Padre delle luci” (Gc 1,17) e inonda la terra.

 

               Modello: “Va’ e riconciliati prima con tuo fratello!” (Mt 5,24)

Perdonando il prossimo e ricevendo il perdono da Dio, questi due aspetti sono in qualche modo correlati e dipendenti l’uno dall’altro. Se perdono il prossimo, Dio perdonerà anche me (cfr. Mt 6,14), ma se non voglio umiliarmi davanti a mio fratello e perdonarlo, allora non mi sarà data la grazia della fede per mezzo della quale ho potuto ricevere il perdono di Dio.

 

Dato che non vedo la colpa prima in me stesso, ma sempre solo in mio fratello, non potrò mai rispondere alla chiamata di Cristo: “prima sii riconciliato”. Non significa che ora dovremmo ricordare chi potrebbe avere qualcosa contro di noi e chiedere scusa a ciascuno di loro. Questo potrebbe finire male.

 

Ci sono alcune regole da applicare qui:

  • se pecco contro qualcuno nei pensieri, allora me ne pento davanti a Gesù nei pensieri.
  • Se calunnio qualcuno davanti a qualcuno, allora lo ricompenso in presenza della persona davanti alla quale ho diffuso la calunnia. (Confesso il peccato nel sacramento della penitenza).
  • Se fossi troppo zelante e ignorassi queste regole, tutto potrebbe rivoltarsi contro di te.

 

Dobbiamo tenere a mente che dobbiamo essere aperti davanti a Dio. Apriamo il nostro cuore e riveliamo tutto a Lui piuttosto che all’uomo. Un uomo di vita santa può sopportare l’apertura e il peccato, ma le persone comuni si offendono e si rivoltano contro di te. Lo scopo di questo modello è aiutarti ad andare in spirito da tuo fratello; questo viene fatto senza parole e senza la presenza fisica del fratello. Non ha assolutamente nulla a che fare con la telepatia; lo scopo è umiliarti davanti a Dio e non persistere in uno spirito di ostilità verso tuo fratello.

 

Esempio: sei entrato in conflitto con tuo fratello. Forse c’è stata una lite tra voi. Ora stai iniziando una preghiera e hai bisogno di purificare queste relazioni. Ma se ora vai e cerchi di riconciliarti subito, potresti essere colto alla sprovvista e la lite potrebbe peggiorare ancora. Devi prima capire la radice del tuo peccato, umiliarti nella preghiera e solo allora puoi pregare concretamente per quando e come chiedere scusa. A volte non c’è affatto bisogno di scuse. Puoi semplicemente dire una parola o fare un gesto. Bisogna imparare una specie di tatto. Alcuni hanno già questo senso, sono in grado di riconoscere ciò che il fratello può aspettarsi, ciò che è naturale ed efficace. Durante la preghiera, renditi conto della presenza di Dio. Gesù ti vede. Ha versato il suo Sangue non solo per te ma anche per tuo fratello e per i tuoi nemici! Il suo perdono nei miei confronti è condizionato dal fatto che io sia disposto a perdonare. “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.” (Mt 5,7)

 

Quindi durante la preghiera penso a mio fratello e gli chiedo perdono attraverso le seguenti tre forme:

a) perdonami, fratello, che mi sono esaltato su di te (5 minuti)

Come mi sono esaltato? Nei miei pensieri mi consideravo migliore, allo stesso modo le mie opinioni le consideravo acriticamente migliori, e le facevo valere su mio fratello.

Ora esalto mio fratello: se fossi in lui e si fosse comportato con me nel modo in cui mi sono comportato con lui, la mia reazione sarebbe molto peggiore della sua.

 

b) perdonami, fratello, se ti ho umiliato (5 minuti)

Come l’ho umiliato? Dal mio comportamento egoista e insensibile e inappropriato. Non ho permesso a Gesù di entrare in questa relazione attraverso la mia fede. Il mio comportamento era empio. L’ho umiliato con le mie parole e i miei gesti, con il tono della mia voce, con una battuta inappropriata ...

Adesso mi umilio. Ammetto che la mia opinione era egoista, non prestavo attenzione ai bisogni del fratello, alla sua situazione, ero concentrato solo sui miei interessi. Forse qualche tempo fa il mio orgoglio è stato ferito nella nostra relazione oppure ho provato invidia, e non l’ho ancora portata alla luce.

 

c) perdonami, fratello, se non ho visto la tua buona volontà (5 minuti)

Prova a vedere e dire concretamente quale fosse la sua buona volontà. Ti rendi conto che lo stesso conflitto con tuo fratello ti ha aiutato a smascherare il potere del peccato in te. Questo peccato ha offuscato la tua anima così tanto che non sei stato in grado di vedere. Tuttavia, se ti umili, Dio ti darà la grazia della luce. Se non avessi peccato, penseresti quanto sei buono ma, in realtà, questo particolare peccato ha messo in evidenza la radice e attraverso il tuo pentimento, Dio potrebbe purificare la tua anima.

 

MODELLI PER LA SECONDA ORA DI PREGHIERA CONTEMPLATIVA


               1/3) LA MORTE DI CRISTO (15 minuti)

La Parola di Dio attesta: “O non sapete che tutti noi che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella Sua morte?” (Rom 6,3) Possiamo rispondere: “Non lo sappiamo, o lo sappiamo solo teoricamente senza averne esperienza quotidiana”. E questo è un peccato. L’Apostolo dice: “Siamo costantemente consegnati alla morte di Cristo…” (2Cor 4,11). Di cosa parla la Parola di Dio? Non parla di morte fisica: la subiremo solo una volta. Dobbiamo realizzare quanto segue:

 

a) La morte di Cristo è spiritualmente presente in noi attraverso il battesimo. Tuttavia, non è sufficiente solo rendersene conto. È necessario liberare il suo potere, lasciarlo funzionare in un momento determinato, in una situazione particolare.

b) Se devo essere “battezzato (immerso) nella sua morte”, devo aprirmi per questo momento in qualche modo. Devo unirmi all’essenza della morte di Cristo.

 

Con la sua morte, Gesù vinse il peccato e tutti i poteri delle tenebre. La liturgia bizantina confessa: “Morendo vinse la morte”. In effetti, ha vinto la morte spirituale, cioè l’eterna separazione da Dio – l’eterna perdizione – l’inferno! La Sua morte supera la schiavitù spirituale in me alla quale mi sono aperto attraverso vari suggerimenti, mezze verità e false credenze. Devo vivere secondo la Parola di Dio. “I giusti vivranno per fede”. (Rm 1,17). Sotto l’influenza di cattive compagnie, cattivi princìpi, cattivo esempio o di un cristianesimo marcio e senza vita, si finisce in schiavitù di ogni tipo. Allora uno non è più in grado di ammettere la verità su sé stesso e cerca di persuadersi con diverse bugie come,.. che lui è libero,.. che lui è buono,.. che lui non ha ucciso nessuno, ecc. Il male opera in noi attraverso la nostra natura corrotta che la Scrittura chiama “vecchio io”. Il male funziona anche nel mondo, cioè attraverso false filosofie, principi non sani, non cristiani e non biblici, attraverso cattive compagnie, attraverso i mass media, la pornografia, la magia, la divinazione e la spiritualità New Age. La terza sfera del male sono le forze demoniache: “La nostra lotta non è contro la carne e il sangue, ma contro i principati, contro i poteri, contro i governanti delle tenebre di questa epoca, contro le schiere spirituali della malvagità nei luoghi celesti”. (Ef 6,12s) Questa è una battaglia spirituale. È in gioco la salvezza della mia anima e delle anime dei miei vicini. Ne renderò presto conto! Una lotta spirituale presuppone alcune regole; prestiamo attenzione a quello più importante: entrare nella morte di Cristo. Ciò che significa è l’unione interiore con Cristo nella sua totale resa di sé nella sua morte. La regola è: se devo vivere intensamente la morte di Cristo nella vita di tutti i giorni, nelle sofferenze e nelle situazioni difficili, prima devo vivere questa realtà della sua morte nella preghiera. Quando Gesù diede sua Madre al discepolo e la ricevette in sé (“εἰς τὰ ἴδια” 'eis ta idia', lat. “in sua”), si adempì il testamento del Salvatore morente per la Chiesa. Questo è stato seguito da quattro parole che erano strettamente connesse con la sua morte. Queste parole sono: Ho sete; Eloi...; È compiuto; Padre...

 

1) Prima parte: “Ho sete” (Gv 19,28). Di cosa ha sete Gesù in questo momento? Indubbiamente sperimenta anche la sete fisica. Tuttavia, ora è imprigionato nella tua anima. “Avevo sete e mi avete dato da bere.” (Mt 25,35) Certamente ha sete anche negli altri. Signore Gesù, ora hai sete in me e io ho sete con Te. Ho sete di liberazione dalla mia schiavitù: paura, dipendenza, ecc. Ho sete che questa o quella persona non muoia per sempre ma sia salvata.

 

2) Seconda parte: “Eloi, Eloi ... Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato!” (Mt 27,46) In questo momento Gesù assume su sé stesso e assapora la natura del peccato e le sue conseguenze. Si assume anche il mio peccato, i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni ... Lui, l’Agnello di Dio, sperimenta la profondità dell’abbandono dell’anima da parte di Dio, l’essenza dell’eterna perdizione causata dal peccato che ora assume su sé stesso di propria volontà. Non possiamo creare falsa unità con il peccato del mondo; non siamo salvatori. Possiamo unirci solo a Gesù Cristo, il nostro Salvatore personale, Redentore! Questo è un momento di incontro e culmine della battaglia spirituale. Non solo il peccato, ma anche le forze demoniache avevano il potere di torturare l’Agnello di Dio fisicamente e mentalmente, e alla fine di ucciderlo fisicamente.

 

3) Terza parte: È compiuto!” (Gv 19,30) Gesù terminò l’opera e vinse il peccato. È stata una svolta nell’oscurità spirituale. Vuotò fino in fondo il calice della sofferenza, assumendosi tutti i nostri peccati e tutti gli stati dell’anima al limite della disperazione. Tutto questo è stato vinto da Cristo. Ha compiuto la sua opera! Non c’è niente da aggiungere. Accetta e attualizza “È compiuto!” nella tua vita. Renditi conto che attraverso la fede, le realtà della vita, morte e risurrezione di Cristo si attualizzano anche nella tua vita. Il potere del male e del peccato è stato infranto! Dove? In un posto solo, nella morte di Cristo. Se entri nella sua morte, la sua potenza opera in te (cfr. 2Cor 4,11).

 

4) Quarta parte: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. (Lc 23,46) Questo è il momento culminante della morte di Cristo. Ora percepisco lo spirito di Gesù che viene preso tra le braccia del Padre. La Sua morte irrompe nelle tenebre dove il sovrano del mondo regna con una moltitudine di forze demoniache (le cosiddette energie negative) (Ef 6,12). Unisco il mio spirito allo spirito di Gesù e ora insieme a Lui vengo preso tra le braccia del Padre. Questo è accompagnato da gemiti dello Spirito che non possono essere pronunciati (cfr. Rm 8,26) Aaaaa... baaaa... baaaa... aaaaaa... (Abba, Padre). Percepisco la realtà della morte di Cristo, il supremo puro amore, l’abbandono totale al Padre, e affido il mio spirito nelle Sue mani, nelle mani del mio Creatore! Qui puoi pensare al momento della tua morte fisica.

 

Puoi esprimere un desiderio: voglio morire così! In questa morte, in questo momento di abbandono nella fede e nell’unione, puoi dare tutte le tue paure, debolezze e fallimenti. Tutte le cose sono cambiate qui; questo è puro amore, totale abbandono a Dio.

 

               2/3) RISURREZIONE (15 minuti)

La Parola di Dio dice che “siamo stati risuscitati con Cristo (cfr. Col 2,12). Con il battesimo ci è stata data una partecipazione alla nuova vita di Gesù risorto. Una nuova vita, la vita divina, che è in te come un seme. A meno che tu non soffochi questo seme, dopo la morte crescerà nella pienezza della vita nella gloria eterna. Possiamo e dobbiamo camminare nella novità della vita anche adesso (cfr. Rm 6,4). La morte di Gesù fu seguita dalla risurrezione. Allo stesso modo, la vostra morte in unione con la morte di Cristo in situazioni particolari è seguita dall’esperienza della risurrezione spirituale in tutto ciò che avete lodato per fede con Gesù nelle mani del Padre. Ma prima devi sperimentare questo mistero mediante la fede nella preghiera. Realizza la presenza viva e reale di Gesù risorto da te e in te! Puoi confessarlo per fede: “Signore Gesù, Tu sei qui. Sei la risurrezione e la vita.” (cfr. Gv 11,25) Potete anche rendervi conto per fede che la potenza della sua risurrezione penetra tutte le preoccupazioni della vostra vita. Entra nella tua vita, nelle tue cadute, nei tuoi fallimenti, nei tuoi problemi. Gesù ti dà una nuova vita. Ti dà sé stesso! Ricevilo!

 

Puoi dividere 15 minuti in 3 verità:

1) La realtà della risurrezione di Cristo. Puoi sperimentare il momento in cui il potere divino supremo, che ha fatto tutto ciò che è visibile e invisibile dal nulla, entra nel corpo morto di Cristo e questo corpo è cambiato e risorto e passa attraverso la tomba di pietra chiusa. Qui puoi percepire l’onnipotente potere di Dio e confessare la tua fede in questo più grande miracolo.

2) Incontro con Cristo risorto (Maria Maddalena, le donne, i discepoli di Emmaus, gli Apostoli…). Puoi vivere questa realtà e percepire ad es. le parole di Cristo: “Sono Io stesso; toccami e guarda.” (Lc 24,39) “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani ... Non essere incredulo, ma credente!” (Gv 20,27)

3) Siamo stati risuscitati con Cristo (Col 2,12). Tramite il battesimo sono stato innestato nella vita di Cristo, nella nuova vita in Lui.

 

               3/3) DISCESA DELLO SPIRITO SANTO (15 minuti)

1) L’incarnazione del Verbo (Lc 1,34).

Puoi aprire il tuo cuore totalmente allo Spirito Santo, proprio come ha fatto la Madre di Gesù quando ha detto il suo FIAT e il Verbo si è fatto carne. Quando ha chiesto come l’impossibile sarebbe potuto diventare possibile, l’angelo le ha risposto: “Lo Spirito Santo lo farà” (v. 35). Ed è lo stesso con noi. Maria ha detto: “Io sono la schiava del Signore (ἡ δούλη κυρίου, 'he doule Kyriou'); sia fatto di me secondo la tua parola”. (v. 38) “E benedetta è colei che credeva che ci sarebbe stato un adempimento di ciò che le era stato detto dal Signore”. (v. 45)

 

2) La realtà della Pentecoste a Gerusalemme.

Puoi riflettere su un versetto della Bibbia, ad esempio: “Lo Spirito Santo dimora con voi e sarà in voi”. (Gv 14,17) “Quando lo Spirito Santo sarà sceso su di voi, sarete miei testimoni”. (At 1,8f) “Lo Spirito che ha risuscitato Gesù dai morti dimora in voi.” (Rm 8,11) Puoi sperimentare di nuovo il battesimo mediante lo Spirito Santo, ed il rinnovamento mediante lo Spirito Santo. Realizzalo ancora e ancora, e apri il tuo cuore mediante la fede per essere riempito con lo Spirito Santo.

 

3) Puoi pregare per un problema concreto, invitando lo Spirito Santo a venire con la Sua luce e potenza ...

Queste sei verità fondamentali (purificazione, crocifissione con Cristo, testamento dalla croce, morte, risurrezione, discesa dello Spirito Santo) abbracciano tutto il Vangelo e la relazione vivente con il Signore Gesù.

 

Se la nostra anima è stata purificata da queste verità, possiamo stare davanti al volto di Dio e chiedere a Lui come nostro Signore e Padre su certe cose, cercando la Sua volontà. La regola è che tra due cose buone, cerco quella voluta da Dio. Ciò che è rilevante qui, non sono i mezzi esterni per indagare su Dio, ma piuttosto la purezza del cuore. Qui si può acquisire un’abbondante esperienza del Dio vivente che guida la vita degli individui e di tutte le persone.

 

Scaricare: UN’ORA CON GESÙ (Preghiera contemplativa)