
Riflessione su Rm 8,9
Data: 2022-07-08Autore: PCB
Riflessione su Rm 8,9
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Cosa significa essere nella carne, in altre parole essere carnali, e cosa significa essere nello Spirito, in altre parole spirituali? Essere nella carne significa avere una mente carnale, che non prende sul serio né Dio, né il giudizio di Dio, né l’eternità. La Scrittura dice che le opere della carne sono l’invidia, gli omicidi, i litigi, l’impurità, la stregoneria, ecc.
Cosa significa essere nello Spirito? Avere la nostra mente più profondamente unita allo Spirito di Dio. Allora per noi vale quanto segue: “Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio”. (Rm 8,16)
Il nostro spirito è l’essenza più intima del nostro essere. Lo spirito umano è stato creato da Dio a Sua immagine; è immortale. La nostra carne è mortale. Il nostro essere è essenzialmente spirituale: siamo un’anima con uno spirito vestito di un corpo. In questa vita terrena, il nostro corpo è come una tuta spaziale che ci togliamo nell’ora della morte. Passiamo attraverso la brevità del tempo verso l’eternità. Ora si decide se sarà un’eternità felice o infelice. Il nostro corpo, che si trasformerà in polvere dopo la nostra morte fisica, sarà risuscitato al Giudizio Universale. La Scrittura dice: “Ricordati, o uomo, che sei polvere e polvere ritornerai”. Ma è anche vero che Dio ci ha creati a Sua immagine soffiando il Suo Spirito nella polvere della terra.
La Scrittura dice che se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non è Suo. Tuttavia, è importante sapere che se qualcuno non è Suo, non sarà salvato. Gesù ha detto di coloro che non sono Suoi: “Allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità. Non vi conosco.” Nel giorno del giudizio, coloro che non sono nella Sua volontà staranno alla Sua sinistra. Non fecero la Sua volontà né Lo presero sul serio nelle loro vite. Avere lo Spirito di Cristo significa ricevere la mente di Cristo e il Vangelo di Cristo. Quelli che accolgono la mente del mondo e dei vari anti-vangeli di Bergoglio, come l’antivangelo del gender, del covid o quello ecologico, non hanno lo Spirito di Cristo e non sono Suoi.
Gesù disse agli apostoli: “Quando lo Spirito Santo sarà sceso su di voi, mi sarete testimoni”. Nella preghiera o Re del Cielo, quattro sono le cose che chiediamo allo Spirito Santo: di venire (vieni!), di dimorare permanentemente in noi (abita in noi!), di aiutarci a sopportare il purgatorio sulla terra piuttosto che dopo la morte (purificaci!), e di fare la cosa più importante, cioè salvarci dalla dannazione eterna (salva le nostre anime!).
Ogni domenica mattina verso le nove si commemora la discesa dello Spirito Santo. A lato di questo, celebriamo la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo, 50 giorni dopo la risurrezione di Cristo ogni anno. Noi chiediamo anche lo Spirito Santo ogni giorno alle nove in una breve preghiera. Se vogliamo vivere intensamente il riempimento dello Spirito Santo e se Egli deve operare in noi, dobbiamo sapere che qui si applica una certa regola. Gesù disse che coloro che avrebbero creduto in Lui, dal loro cuore sarebbero scaturiti fiumi di acqua viva. Questo disse riguardo allo Spirito Santo, che gli apostoli avrebbero dovuto ricevere. La Scrittura ci dice perché non potevano riceverlo in pienezza mentre Gesù era qui sulla terra. Il motivo era che Gesù non era ancora glorificato, cioè non era ancora salito al cielo. Prima di salire al cielo e di inviare lo Spirito Santo sugli apostoli, doveva prima morire sulla Croce del Calvario ed essere risuscitato dai morti. Solo allora fu glorificato. Se lo Spirito di Dio deve operare in noi, anche noi dobbiamo entrare pienamente nella morte di Cristo ed essere ad essa uniti, cioè rinunciare completamente alla nostra volontà e accettare pienamente la volontà di Dio in questo tempo e in situazioni particolari. In quel momento, il nostro vecchio sé, la radice del male in noi, è paralizzato e lo Spirito Santo può operare pienamente in noi mediante la Sua onnipotenza.
Ci troviamo di fronte a uno strano paradosso: l’impotenza come mezzo dell’onnipotente potenza di Dio. I martiri di Cristo sono un esempio per noi. Dapprima furono gli apostoli, di cui Gesù disse: “Quando lo Spirito Santo sarà sceso su di voi, sarete miei martiri” – cioè sia testimoni che martiri. La Chiesa indica anche l’esempio dei martiri dei primi tre secoli, che erano pronti a subire i più grandi tormenti per dimostrare la loro fedeltà a Cristo. È stato lo Spirito Santo a dare loro la forza in mezzo alle più grandi sofferenze di non rinnegare Cristo e anche di sperimentare la vicinanza di Cristo e la Sua speciale protezione, spesso accompagnata da straordinari miracoli, come leggiamo nella vita dei santi.
Chiediamo allo Spirito Santo, specialmente a Pentecoste, di restare con noi e di non lasciarci, per essere fedeli a Cristo fino alla morte.
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