
Riflessione su Eb 12,1
Data: 2024-04-15Autore: PCB
Riflessione su Eb 12,1
“Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale
nube di testimoni che ci circonda,
con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi,
dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”
Questo versetto della Scrittura è preceduto dall’esempio di tutta una moltitudine di testimoni menzionati in tutto il capitolo 11. E questo capitolo termina così: “E tutti questi pur avendo ricevuto, a causa della fede, una buona testimonianza, non raggiunsero la promessa, avendo Dio predisposto per noi qualcosa di meglio, perché non arrivassero alla perfezione senza di noi”.
Segue poi il versetto che reciteremo per due settimane. Inizia con le parole: “Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale nube di testimoni che ci circonda…”, e prosegue: “…con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi, dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”. Il versetto successivo è la continuazione del precedente: “…avendo lo sguardo fisso su Gesù, autore e consumatore della fede…”. E leggiamo più avanti: “…il quale, in luogo della gioia che gli si proponeva davanti, si sottopose alla croce, sprezzando l’ignominia, e ora siede alla destra del trono di Dio. Infatti ripensate a colui che ha sofferto in se stesso siffatta contraddizione, da parte dei peccatori, per non stancarvi, lasciandovi intorpidire nelle anime vostre. Finora non avete, nella lotta contro il peccato, resistito fino al sangue, e vi siete dimenticati dell’esortazione che si rivolge a voi, come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti scoraggiare quando sei da lui ripreso. Il Signore infatti corregge colui che ama e frusta ogni figlio che egli accoglie. Per correzione voi soffrite. Dio si presenta a voi come a figli: qual è il figlio che il padre non corregge?” (v.2-7).
Queste parole contengono le verità profonde della nostra vita; devono essere la nostra luce, il nostro modello. Siamo infatti circondati da una grande moltitudine di testimoni. A quelli dell’Antico Testamento aggiungiamo i milioni di martiri dopo Gesù Cristo, così come i milioni di santi che sono stati canonizzati o non sono stati pubblicamente canonizzati. E cosa dovremmo fare? Dobbiamo deporre ogni peso e peccato. Ci creiamo molto peso perché non vogliamo sbarazzarci di varie cattive abitudini che danneggiano noi e gli altri, e abbiamo problemi solo a causa loro. Ma dobbiamo cominciare a fare uno sforzo per liberarci, poco a poco, di questo peso, che molte volte ha già messo radici nei nostri pensieri e nelle immagini mentali, che poi ci legano. Al di là di questo peso, dobbiamo deporre il peccato che, come dice la Sacra Scrittura, “così facilmente ci avvolge”. Infine, viene sottolineato che dobbiamo correre con pazienza la gara della vita che ci aspetta. Gesù dice: “Chi persevererà fino alla fine sarà salvato”. Correndo questa gara, dobbiamo tenere lo sguardo fisso su Gesù. Ora, spesso ci lasciamo derubare del nostro tempo prezioso dai mass media, e poi non sappiamo nemmeno come abbiamo adottato il pensiero mondano. Di conseguenza, non siamo in grado di contare su Gesù nella nostra vita e di affrontare con fede viva le diverse prove della vita che ci si presentano. Ecco perché è così necessario trovare un tempo fisso per la preghiera. Ecco perché è così importante osservare la preghiera dell’Ora Santa. L’Ora Santa è il fondamento della Chiesa domestica.
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