
Meditazione sui Romani 7, 13-15
Data: 2012-10-19Autore: PCB
Meditazione sui Romani 7, 13-15
Nei versetti 13-19 si parla del peccato, che si è servito del bene per causarmi la morte. Attraverso i Comandamenti di Dio si è rivelata la sua forza peccaminosa oltremisura. Il comandamento di Dio da solo non dà la forza di vincere il peccato. Dalla nostra nascita noi siamo sotto la schiavitù del peccato. Chi ci ha venduto? Questo hanno fatto i nostri progenitori con la disobbedienza alla Parola di Dio e grazie a questo hanno creduto allo spirito di menzogna e di morte. Gesù ci ha liberati da questa schiavitù. Sulla croce Lui ha vinto il peccato ed il diavolo. Vittoria sul peccato è solamente in Gesù Cristo. Quando noi ci troviamo nell’unità attiva con Cristo attraverso la fede e la fedeltà così non possiamo peccare (1 Gv. 3, 6). Purtroppo, quando noi usciamo dalla presenza di Dio e rompiamo l’unità con Gesù subito ci troviamo di nuovo nel pericolo delle varie forme del peccato: caparbietà, pigrizia, varie concupiscenze, superbia, rammarico di se stesso, invidia, impurità, vanità, avarizia.
Apostolo Paolo stesso testimonia della sua lotta con il peccato e per la forza del peccato in sè quando dice: “Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto”. Il peccato in un certo senso crea terrore. Dio dà la libertà ed il peccato agisce con forza. Questo dobbiamo sapere e prenderlo in considerazione. C’è una psicologia vera nella quale veri specialisti erano uomini spirituali che noi chiamiamo santi. Loro hanno conosciuto la perfidia del peccato in noi ed hanno notato come vincere questo peccato in noi. Infatti, si tratta dell’unione con Gesù e dimorare in Lui. Ma per gli uomini che non hanno questa esperienza è solamente una frase inutile. Come dimorare in Cristo nelle varie situazioni della vita può dire solo qualcuno che ha questa esperienza – e proprio di questo si tratta oggi. E questo è un cristianesimo vivo e trionfante che inizia con la preghiera interiore cristocentrica e non dalle tecniche psicologiche oppure meditazioni dello yoga o del zen-buddismo. Una spiritualità falsa del New Age nega le verità principali della fede ed anche l’esperienza psicologica e pedagogica dei santi e dei giusti che vivevano della fede.
Apostolo Paolo come vero specialista e conoscitore dell’anima umana, cioè psicologo, indica che questo male fa il peccato che vive in me come un parassita. Ed esso deve essere paralizzato proprio grazie alla fede viva ed il mistero della crocifissione con Cristo (Gal. 2, 20; Rom. 6, 6).





