Riflessione su Gv 16,32

Data:   2022-01-29
Autore:   PCB

 

Riflessione su Gv 16,32

 

“Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui ognuno di voi sarà disperso, ciascuno per conto suo (εἰς τὰ ἴδια), e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.”

 

Dopo le parole “ognuno di voi sarà disperso”, il greco originale delle Sante Scritture continua: (εἰς τὰ ἴδια) “eis ta idia”, vale a dire, lett.“nel suo proprio”. Il termine (εἰς τὰ ἴδια) “eis ta idia” è usato un’altra volta nel Vangelo di Giovanni per descrivere il momento in cui Gesù affidò sua Madre al discepolo. Gesù disse: “Ecco, Tua madre”. E l’apostolo ed evangelista Giovanni, che stette presso la Croce e udì quelle parole di persona, scrive: “E da quell’ora il discepolo la ricevette – (εἰς τὰ ἴδια) eis ta idia – nel suo proprio”. Possiamo dire lett.– dentro di sé-. Ciò richiede un atto di fede. Questo fu un trapianto spirituale di un cuore nuovo. Noi siamo la progenie della prima donna, Eva, che è in noi, insieme al codice genetico del peccato originale. In termini spirituali, possiamo paragonarlo ad un vaccino mRNA spirituale diabolico, che inietta un veleno spirituale chiamato peccato. Ogni giorno noi vediamo come il peccato originale opera in noi; questa è la più grande realtà.

 

Il discepolo – che significa colui che ha abbandonato tutto ciò cui era aggrappato nella sua mente o tenuto nelle sue mani, cioè tutto il suo possesso di persone o beni, per il bene di Cristo e del Vangelo – conserva la prima beatitudine ritrovando anche la sua propria anima: “Beati i poveri in spirito”. Il discepolo della Croce, che ha accolto la Madre di Gesù (εἰς τὰ ἴδια) “nel suo proprio”, consente quindi alla Grazia di Dio di entrare attraverso questa nuova Eva, la Madre di Gesù, nel suo proprio, nel suo più interno essere (εἰς τὰ ἴδια). Tramite Lei, lo Spirito di Dio può operare, affinché Cristo stesso possa non solo essere concepito ma anche nascere in noi mediante la fede. Egli deve crescere in noi, vale a dire, nel nostro essere spirituale. Dobbiamo essere radicati in Lui (Col 2,7) e portare frutto in Lui. Era per mezzo di Maria e dello Spirito Santo che Cristo è venuto per la prima volta: Cristo è nato! Lui è nato ancora una volta dentro di noi per mezzo di Maria e dello Spirito Santo. Ciò è avvenuto perché Gesù ha dato a noi sua Madre come Sua ultima volontà sul Calvario. Noi dobbiamo ricevere la Sua essenza spirituale nel nostro spirito (εἰς τὰ ἴδια); Lei è piena di grazia, (κεχαριτωμένη) kecharitomène (Lc 1,28). In qualità di Madre nostra Lei insegna a noi, suoi figli spirituali, a camminare per fede e fiducia in Dio. In termini fisici, la Madre insegna al bambino le pratiche umane fondamentali: il camminare, il parlare, il discernere tra il bene e il male, lo stare attento, il non recare del male a sé stesso e prendere la corretta direzione nella vita. La Madre di Gesù insegna a noi come prendere la corretta direzione nella vita spirituale, dove lo spirito della menzogna e i suoi angeli delle tenebre posano trappole sulla nostra strada, cercando di ingannarci e recare dolore a noi stessi e agli altri. La base, la virtù quindi, è la docilità, vale a dire, l’umiltà. Colui che non vuole imparare dal saggio rimane stupido. Inoltre, questo è segno di orgoglio e di sclerosi spirituale. Maria è per noi un esempio di umiltà. Solo con l’umiltà possiamo vincere il diavolo e i suoi angeli malvagi, i demoni. Se noi ci stringiamo a Maria, la Madre di Dio, possiamo scacciare i demoni, con il potere spirituale che ci è stato promesso, Gesù aiuterà noi e gli altri attraverso di noi. Non solo noi abbiamo il potere di scacciare i demoni e di vincerli, ma abbiamo anche la capacità di sviluppare una saggia comprensione delle cose, esponendo preventivamente le trappole del demonio, e non permettendo ai demoni da schiavizzarci e portarci sotto il dominio della menzogna o dell’orgoglio del nostro l’egoismo, cioè il centro spirituale del male, il peccato originale in noi. Pertanto, noi non dovremmo rivolgerci solo alla Madre di Gesù o pregarla durante il giorno, ma dovremmo anche riceverla ogni giorno in un breve atto di fede, nel nostro intimo, nel nostro più interno essere, cioè dentro, (εἰς τὰ ἴδια) eis ta idia.

 

Nel capitolo 16, versetto 32, Gesù dice agli apostoli la sera prima della sua morte che essi sarebbero stati presto dispersi, aprendo i loro cuori perché temessero, in altre parole, non permettessero nei loro intimi “eis ta idia” di essere dominati dall’ego, il quale non fa credere in Dio né si sottomette a Lui. Esso è egocentrico, indipendente da Dio, e non ti fa fidare di Lui. I santi martiri di fatto non aprivano i loro cuori a temere nei momenti più difficili, le terribili torture, ma stavano in piedi, saldi nella fede con profonda serenità, in unione con Gesù in mezzo alle più grandi sofferenze. Cristo dimorò nel loro (εἰς τὰ ἴδια) eis ta idia – attraverso Maria e lo Spirito Santo.

 

Il primo degli apostoli a vincere paura fu l’Apostolo Giovanni. Egli stava vicino alla Croce, quindi lui non aveva aperto il suo cuore alla paura, e in seguito anche lui ha avuto il coraggio di venire al sepolcro aperto con Pietro, la domenica mattina. Lui fu il primo a credere nella resurrezione di Cristo. Gesù non apparve a lui come fece all’Apostolo Pietro; Giovanni credette anche senza una visione. Quella sera stessa, Gesù apparve anche agli altri apostoli.

 

Questa Parola di Dio data agli apostoli spesso si applica a noi: “Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui ognuno di voi sarà disperso, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.”. Questa è una dolorosa previsione per noi che in crisi possiamo aprire il nostro cuore a temere e tradire Gesù. Ogni persona è in tale pericolo, ma se sappiamo in anticipo che quello là è un pericolo, possiamo prepararci interiormente. Verso l’interno la preparazione consiste nel prepararsi alla persecuzione o addirittura al martirio. Se non siamo pronti e cerchiamo di risparmiare noi stessi dai guai tutto il tempo, poniamo noi stessi nel rischio di perdere tutto. La paura ci spinge a intraprendere passi graduali verso l’autodistruzione, e ad ogni nuovo passo è sempre più difficile tornare indietro. Questo è che quel che possiamo vedere nell’attuale vicenda Covid. Tutta la logica sembra essere stata gettata dalla finestra. Le persone si sono dimostrate incapaci di difendere la Verità, di chiamare il male, male, ed il bene, bene. Molti hanno concesso a sé stessi di lavorare per lo spirito di menzogna e di morte. Ora ci ritroviamo in una lotta molto seria, che determina la nostra eternità. Noi perciò dobbiamo accogliere la Madre di Gesù dentro il nostro (εἰς τὰ ἴδια) eis ta idia, perché attraverso la sua umiltà, esporrà il serpente infernale e schiaccerà la sua testa. Altrimenti il nostro eis ta idia sarà pieno di paura, e il nostro ego lo farà combattere contro noi per causare la nostra autodistruzione. Dobbiamo essere soldati di Cristo; Se noi combattiamo per Lui combatteremo anche per noi stessi e per la Corona dell’Eterna Gloria. Un esempio per noi sono le migliaia di santi e martiri, che ci hanno preceduto in questa battaglia.

 

 

Scaricare: Riflessione su Gv 16,32