Morte e risurrezione (invito quaresimale ai vescovi d’UE)

Data:   2010-02-19
Autore:   Vescovi della CUOGC

 

L’essenza del Vangelo, di lieto annuncio, è che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è morto sulla croce per i nostri peccati ed è risorto dai morti dopo i tre giorni dimostrando così la sua divinità. Gli apostoli hanno annunciato queste due verità fondamentali del Vangelo ed hanno chiamato i peccatori alla conversione, a far la penitenza, affinché si salvino d’eterna perdizione. La penitenza consisteva:

  1. nell’accogliere il Vangelo sulla morte e risurrezione di Cristo,
  2. nel confessare i propri peccati dinanzi a Dio,
  3. nel separarsi dallo spirito del mondo e nell’accogliere lo Spirito di Cristo, per poter seguire Cristo in verità.

Questo è il fondamento di lieto annuncio della nostra salvezza, che annunciava in pienezza anche l’apostolo Paolo. Il Vangelo non può essere mutato da nessuno e se osasse qualcuno di farlo, si applicherebbe il detto dalla Lettera ai Galati: “…se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto sia anatema.” (Gal 1, 8-9). Dette parole valgono anche per l’apostolo Paolo, Pietro, persino per gli angeli o qualsiasi altra persona. In questo versetto Dio in modo vincolante rivelò ad apostolo Paolo la legge inviolabile per i cristiani di tutti i tempi. La serietà di essa è accentuata per gravità di pena “anathema sit – sia scomunicato”. Oggi questa pena è applicata nei casi di molti vescovi e teologi. L’esempio, ex arcivescovo R. Zollitsch il preside della Conferenza Episcopale Tedesca ha dichiarato il Sabato Santo del 2009: “Cristo non è morto per i peccati, ma per la solidarietà con i sofferenti.Ciò è l’eresia massima e il rinnegamento evidente del Vangelo.

in tempi d’oggi siamo testimoni che i teologi ufficialmente proclamano il nuovo vangelo e i vescovi lo confermano. In questa situazione straordinaria si applica la pena divina d’anatema per l’annuncio del vangelo diverso (nuovo). È evidente, che il Diritto della Chiesa (CIC, CCEO) non difende più la purezza di fede e morale.

Nel 2009, non solo che era stato proclamato il detto di Zollitsch, ma era pure approvato il Trattato di Lisbona, che in sostanza distrugge il cristianesimo. Questo trattato di “auto liquidazione d’Europa cristiana” hanno approvato gli stessi “cristiani”. Chi n’è responsabile? I pastori della Chiesa Cattolica, che non solo che avevano taciuto, ma alcuni di loro persino avevano propagato il trattato. L’apostasia d’Europa dal cristianesimo, unita agli scandali di pedofilia dei sacerdoti è il frutto d’apostasia dei teologi e di gerarchia.

Perciò, cari vescovi d’UE, vi mandiamo sette domande, che sono in pieno accordo con dottrina cattolica e Spirito di Cristo. La prima di esse è questa: “Credi, che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, allora anche per i tuoi, e che Egli è risorto realmente e storicamente?”. Se non sei capace dare una risposta univoca ed esatta, significa che sei apostata. Sino ad oggi la tua apostasia era solo interna, ma con la risposta negativa alla nostra domanda è diventata pubblica. I fedeli non possono più obbedire tale vescovo apostata sebbene continua in modo illegittimo occupare l’ufficio ecclesiastico.

Chi è competente fare al vescovo le domande riguardanti la confessione di fede e mettere in pubblico le pene divine? Ogni sacerdote è in tempo d’apostasia interna della Chiesa competente di farlo. Egli deve rispondere a Dio per la purezza di fede e morale nella sua parrocchia, perciò ne ha pieno diritto. I gerarchi, che sono in unione con lo spirito d’apostasia, di solito coprono l’apostasia dei propri colleghi, p. es. il caso dei vescovi di Germania e Irlanda. La reazione (risposta) giusta all’apostasia dei gerarchi è l’esempio di Slovacchia. Il 12 dicembre 2009 i tre sacerdoti hanno presentato ai 18 vescovi di Slovacchia il modulo di confessione della fede e la rinunzia alle eresie. Chiedendo pure che mandino la propria risposta al Santo Padre e che confessino pubblicamente la fede dinanzi ai fedeli della propria diocesi. Poiché non l’avevano fatto, i tre sacerdoti sono stati obbligati mettere in pubblico, che i vescovi erano incorsi in pena divina d’anatema (Gal 1,8-9). I sacerdoti hanno fondato il monastero e si sono sottoposti direttamente al Santo Padre, siccome non possono obbedire più al vescovo – apostata. In seguito hanno invitato tutti i professori di teologia e superiori religiosi in Slovacchia a confessare la fede. Poiché pure loro avevano rinnegato la propria fede, sono stati pubblicati i loro nomi. Sebbene i vescovi – apostati hanno una grande influenza su mezzi di comunicazione, questa volta proprio essi hanno pubblicato l’apostasia dei vescovi davanti a tutta la nazione.

Questi apostati amministrano i sacramenti in modo invalido, a differenza dai vescovi (non apostati) che sono in peccato grave. I sacramenti amministrati da secondi sono validi “ex opere operato”. Per gli apostati, che sono fuori di comunione della Chiesa, questa regola non vale.

Summenzionati sacerdoti e diacono, dopo i tre mesi circa, hanno invitato i vescovi a fare la penitenza che consiste:

  1. nel confessare la fede e rinunciare alle eresie,
  2. nel chiedere il Santo Padre che li accolga nella Chiesa come apostati pentiti,
  3. nel lasciare l’ufficio e dare lo spazio ai nuovi vescovi ortodossi, che guideranno la Chiesa al rinnovamento interno.

Noi, i vescovi della Chiesa Ucraina Ortodossa Greco-Cattolica ci rivolgiamo a Te in questo momento storico e Ti presentiamo il modulo di confessione della fede. In autorità di Dio Ti chiediamo di sottoscrivere il modulo e mandarlo al Santo Padre. Contemporaneamente confessa pubblicamente la vera fede, non solo secondo il “Credo” ma anche secondo il modulo che contiene la rinunzia alle eresie. Comunicaci, sul nostro indirizzo, solamente se lo hai fatto. Il tuo tacere sarà compreso come la risposta negativa. In periodo di Quaresima, hai tempo di riflettere sulla tua responsabilità per le scuole di teologia e per lo spirito d’apostasia che studenti ci respirano. Se hai paura di casta dei teologi apostati, che creano la nuova opinione pubblica nella Chiesa, tradisci Cristo. La tua confessione di fede esige il coraggio unito alla decisione radicale – o Cristo o anticristo; o salvezza o perdizione. Sia saggio e valoroso. Deciditi per Cristo.

Il modulo esprime l’essenza di Sacra Scrittura e di Tradizione. Qual è il suo scopo:

  1. confermare la purezza della fede cattolica; far vedere le fondamenta sane di salvezza; penitenza; conversione e imitazione di Cristo.
  2. riforma della Chiesa interna ed esterna.

Affermare ipocritamente e ingiustamente: “Il modulo non mi riguarda perché voi siete incompetenti”, non ti giustifica né al cospetto di Dio né al cospetto della Chiesa.

Modulo della confessione:

  1. Credi che Cristo è morto sulla croce per noi, dunque anche per te e i tuoi peccati; che Egli è risorto dopo tre giorni realmente e storicamente?

Risposta:

  1. Credi che la salvezza è solo in Cristo e in nessun altro?

Risposta:

  1. Consideri le attività omosessuali per infamia e peccato mortale?

Risposta:

  1. Rinunci alla teologia storica – critica ed allo spirito, che ne sta dietro?

Risposta:

  1. Rinunci allo spirito di sincretismo con paganesimo, allo spirito di relativismo e di falsa interpretazione di “Nostra aetate” e cosi detto spirito d’Assisi?

Risposta:

  1. Rinunci a satana e demoni; in particolare a quelli che oggi agiscono per diverse forme nascoste di magia e divinazione (omeopatia, agopuntura, ipnosi, divinazione per pendolino, rabdomanzia), come anche per lo spirito di New Age?

Risposta:

  1. Rinunci allo spirito che opera per la massoneria, per Rotary e Lion club?

Risposta:

Caro fratello in servizio episcopale, ti chiediamo di confessare la fede e di rinunciare alle eresie. Lo puoi fare fino a domenica della Risurrezione di Cristo (4 aprile 2010). Il 5 aprile 2010 pubblicheremo la tua decisione davanti a tutta la Chiesa. Attenzione: se non confesserai la fede, e non rinuncerai alle eresie incorrerai in pena divina d’anatema e dal 5 aprile 2010 amministrerai i sacramenti invalidamente ad eccezione del battesimo.

Ricordiamo che l’anno scorso era pubblicato l’anatema non solo d’arcivescovo Zollitsch ma anche di tutti i vescovi tedeschi a lui uniti nelle eresie; tutti sono finora ostinati e senza pentimento. Ti avvertiamo di non prendere l’esempio di questi vescovi apostati. Tu, al contrario, fa l’esempio di fedeltà a Cristo e il suo Vangelo!

 

In Cristo

          i vescovi del sinodo permanente della Chiesa Ucraina Ortodossa Greco-Cattolica

    

          + Elia OSBMr                    + Marchiano OSBMr

          + Samuele OSBMr             + Metodio OSBMr

 

Leopoli, il 19 febbraio 2010

 

Copia: al Santo Padre

           ai Patriarchi e vescovi delle chiese ortodosse

           ai deputati del Parlamento Europeo


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